Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 06:17

GDM.TV

i più visti della sezione

Trattati da ostaggi, per due mesi nelle mani dei rapitori

ROMA - Quasi due mesi nelle mani dei rapitori e oltre tre ore a raccontare ai magistrati romani i particolari di quei 56 giorni trascorsi soffrendo la fame e dormendo per terra. E un'indicazione importante, su cui si svilupperanno le prossime indagini: tra i carcerieri uno parlava uno stentato italiano.
Appena sbarcati a Ciampino, Salvatore Stefio e Umberto Cupertino hanno dovuto correre a rispondere alle domande dei Pm romani Ionta, Saviotti e Amelio titolari dell' inchiesta sul sequestro e l'omicidio di Fabrizio Quattrocchi, l'unico dei quattro ostaggi italiani a non essere uscito vivo dalle mani dei terroristi e che loro invece speravano fosse l'unico a essere stato liberato.
Sono tante le domande cui i tre hanno dovuto rispondere in oltre tre ore di faccia a faccia con gli inquirenti romani, che li hanno ascoltati separatamente per chiarire le circostanze della loro presenza in Iraq, del sequestro, della prigionia e del blitz che li ha liberati. L'ipotesi della presenza di italiani nel gruppo di rapitori, che era circolata insistentemente dopo l'ultimo video dei tre ostaggi diffuso dai terroristi, è stata decisamente smentita dai tre. Che però hanno aggiunto: «C' era solo uno di loro che parlava uno stentato italiano». I sequestratori erano molti, sicuramente più di dieci: «Di alcuni di loro abbiamo visto le facce», hanno raccontato ai magistrati che sulla scorta delle loro dichiarazioni stanno provando a tracciare un identikit. «A noi risulta che la liberazione dei tre ostaggi sia avvenuta ieri. Non abbiamo indicazioni diverse», ha confermato uno dei magistrati al termine degli interrogatori - tutti e tre videoregistrati - a proposito delle voci secondo cui la liberazione di Agliana, Stefio e Cupertino sarebbe avvenuta già domenica scorsa.
I tre ostaggi hanno raccontato di essere rimasti completamente all' oscuro della morte di Quattrocchi, di cui sono stati informati solo ieri, appena tornati in libertà: «Quando abbiamo chiesto dov'era Fabrizio, i nostri rapitori ci hanno risposto che lo avevano liberato», hanno riferito ai magistrati romani specificando di non aver sentito nulla che potesse insospettirli sulla fine del loro compagno: «Non abbiamo sentito urla, colpi di pistola, né voci concitate. Nessun rumore che potesse far pensare all'esecuzione di Fabrizio». Le loro dichiarazioni hanno indotto gli inquirenti a ritenere che Quattrocchi sia stato portato in una prigione differente da quella degli altri tre e quindi giustiziato in un luogo diverso. Le parole di Agliana, Stefio e Cupertino non convincono affatto, invece, il fratello di Quattrocchi, Davide: «Mi sembra così strano che non sapessero nulla di Fabrizio. Dopo due mesi senza vederlo cosa possono aver pensato, che fosse andato a fare una vacanza?», è il suo commento colmo di amarezza. «Non credo proprio che quella gente abbia detto ai compagni di Fabrizio di averlo liberato. Al contrario penso che avrebbero potuto dire loro di averlo ucciso per farli stare più bravi. Certo è che mi sembra così strano che non sapessero...».
«Ci occupavamo di vigilanza», hanno detto i tre italiani ai magistrati, spiegando la ragione della loro presenza in Iraq. «Il nostro era un lavoro per una società americana che ci aveva contattato attraverso un'altra società estera». I tre erano arrivati in Iraq da poco - hanno riferito ambienti vicini agli inquirenti - e non avevano avuto ancora modo di stringere contatti con alcuno. «Siamo stati trattati semplicemente come dei sequestrati. Abbiamo sofferto la fame, ma non ci hanno picchiato».
Rita Bonaga

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

MULTIMEDIA

Strasburgo: gli spari, i morti, i blitz, la gente in fuga

Strasburgo: gli spari, il morto, i blitz, la gente in fuga

 
Calendario, l'uomo e la tecnologia

Calendario, l'uomo e la tecnologia

 
Bisceglie, topo in ospedale sulla porta del reparto Infettivi

Bisceglie, topo in ospedale sulla porta del reparto Infettivi

 
Calendario, storie e immagini

Calendario, storie e immagini

 
Rivivi la  "Mangusta" interforze

Rivivi la "Mangusta" interforze

 
Noi siamo la Marina: gli incursori

Noi siamo la Marina: gli incursori

 
Calendario, palombari e incursori

Calendario, palombari e incursori

 
Bari - Troina: il punto con La Voce Biancorossa, la diretta del prepartita

Bari - Troina: il punto con La Voce Biancorossa, diretta prepartita

 
Corrieri della droga: con i bus di linea da Milano la portavano in Puglia

Sui bus di linea da Milano in Puglia con la droga in valigia: 22 arresti VIDEO

 
Cristina, da Laterza a La Spezia e ritorno per fare la ciabattina

Cristina, 37 anni, da Laterza a La Spezia e ritorno per fare la «ciabattina»

 
Sede Casapound sequestrata, il gip: «Pericolo nuove aggressioni fasciste»

Sede Casapound sequestrata, il gip: «Pericolo nuove aggressioni fasciste»

 
Parco del Gargano, 6 anni dopo la sentenza, demolita le darsene abusive

Parco del Gargano, 6 anni dopo la sentenza, demolite le darsene abusive

 
Il Natale di Giovinazzo si accende con Christmas Lights

Il Natale di Giovinazzo si accende con Christmas Lights

 
Il post partita di Cornacchini e Neglia

Il post partita di Cornacchini e Neglia