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Formato un comitato di protesta

TARANTO - L'inaugurazione della nuova base navale di Chiapparo a Taranto, fissata per il 25 giugno prossimo alla presenza del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, ha dato ancor più voce alla polemica innescata dai pacifisti sulla destinazione della stessa base.
Nella giornata di oggi gli aderenti ai vari movimenti si sono riuniti per discuterne e programmare le varie iniziative per riaffermare il proprio "no" ai progetti che vedono al centro delle future strategie belliche il meridione d'Italia e specificamente le basi navali taratine.
A questo proposito il "Comitato per il NO al rischio nucleare e No ad ogni altro insediamento militare a Taranto" - cui aderiscono le organizzazioni di Tarantosociale, Peacelink, Tarantoviva, Altrimondi, Legambiente, WWF, Pax Christi, Associazione per la Pace, ARCI, Attac, Oltre le barriere, Cobas, Slai Cobas e Chiesa Valdese - ha emesso un appello con cui dichiara che «La base navale di Chiapparo viene ufficialmente inaugurata dal massimo rappresentante dello Stato. A Taranto viene spalancato un portone enorme. Ci sono sempre maggiori evidenze del prossimo arrivo della Sesta flotta Usa nel Mar grande, ci sono sempre più allettanti descrizioni dei vantaggi economici che porterebbero la costruzione di una base Usa nel nostro porto e si magnifica l'entità degli investimenti. Nessuno però può dimenticare i danni alle tradizionali e floride attività di pesca e di mitilicoltura che danno lavoro a tremila tarantini, nessuno può ignorare l'impatto gravissimo sull'ambiente della nostra città già compromesso da troppe scelte sbagliate, nessuno può trascurare il duro colpo per il turismo che faticosamente si tenta di sviluppare, né l'ostacolo enorme che si determinerebbe per il traffico mercantile. Soprattutto non è possibile tacere gli ulteriori danni alla salute derivanti dall'inquinamento».
A quest'appello hanno aderito, tra gli altri, Alex Zanotelli e Renato Kizito Sesana, entrambi Missionari comboniani, Riccardo Petrella dell'Università Cattolica di Lovanio, Arrigo Colombo dell'Università di Lecce, il giornalista Giulietto Chiesa, il regista Edoardo Winspeare ed Alessandro Marescotti di "Peacelink".
Questa ulteriore iniziativa del Comitato fa seguito all'allarme lanciato alcuni mesi fa dall'associazione pacifista telematica tarantina di PeaceLink (www.tarantosociale.org), che, attraverso il suo portavoce Sandro Marescotti, è impegnata da anni a monitorare l'attività nucleare a Taranto.
PeaceLink, infatti, con un dossier intitolato «Quello che gli americani sanno e che gli italiani non devono sapere» ha documentato che Taranto si ritrova ad essere la candidata unica ad ospitare la più grande base dell'Alleanza atlantica.
Ciò deriverebbe, secondo l'associazione pacifista, dal fatto che la base navale di Taranto ha acquisito il nuovo status di "Headquarters" (Quartier generale) più grande del Mediterraneo e l'unico Comando che ha i requisiti Nato necessari per ospitare la flotta Usa.
La preoccupazione, espressa da PeaceLink, troverebbe nei documenti ufficiali del Pentagono (non secretati e disponibili sul sito ufficiale della Difesa americana) e che dimostrano che Taranto è stata certificata dai vertici militari strategici alleati con una "High Readiness Force" (HRF), comando navale ad alta prontezza.
«L'unica e sola sede candidata resta Taranto - è convinzione di Marescotti e degli attivisti pacifisti tarantini - che già dal 2005 potrebbe accogliere la Sesta Flotta Usa, che detiene il comando Nato ed è denominato COMSTRIKFORSOUTH».
Paolo Lerario

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