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Per Stefio l'abbraccio con il piccolo William

ROMA - Era considerato il leader del gruppo ed è uscito per primo dall'aereo che oggi lo ha riportato in Italia insieme ai suoi due compagni d'avventura. Salvo Stefio, l'uomo che i sequestratori facevano parlare nei loro video, l'uomo che li ha sfidati apertamente per difendere la fede che portava al dito, è apparso dimagrito, un po' stanco, ma felice, mentre andava incontro ai familiari arrivati a Ciampino per abbracciarlo.
IL PRIMO ABBRACCIO COL PADRE - Ed il primo saluto è stato col padre Angelo, arrivato da Cesenatico, che, fin dal giorno del rapimento, non si è mai separato dalla bandiera tricolore. Una bandiera che teneva in mano anche oggi, quando è andato incontro al figlio appena sceso dal Falcon 900 della presidenza del Consiglio, si è inginocchiato e lo ha abbracciato. «Sono sempre stato ottimista - ha spiegato - e ringrazio tutti gli italiani che ci sono stati vicini». Subito dopo è stata la volta della madre Maria Luisa, che gli ha tenuto il volto tra le mani, quasi incredula di avere davanti a sè quel figlio che sembrava non dovesse tornare mai più. C' è stato quindi il lungo abbraccio alla moglie Emmanuela Nicolosi, senza parole per la felicità. «E' uno dei giorni più belli della mia vita - ha detto - non riesco a parlare per la commozione. Salvo non è cambiato, solo un po' provato e sciupato, ma va tutto bene». Il suo primo pensiero, ha raccontato ancora la moglie, «è stato per nostro figlio William, di tre anni, che ci aspetta a casa. Avremmo voluto chiamarlo al cellulare per fargli sentire la sua voce, ma non c' è stato il tempo». Solo nel pomeriggio, al termine dell' interrogatorio nella procura di Roma, Salvo ha potuto sentire il figlio. «Stai tranquillo - gli ha detto - sto arrivando a casa».
LA SFIDA AI RAPITORI PER LA FEDE - La felicità di oggi per compensare 56 giorni da incubo, nelle mani dei sequestratori. Sono stati tanti i momenti duri, affrontati però anche con coraggio, come ha raccontato, Alessandro Cevese, capo dell' Unità di crisi della Farnesina, che ha viaggiato insieme agli ostaggi ed ha raccolto i loro primi ricordi della prigionia. A Salvo Stefio, ha raccontato Cevese, «uno dei rapitori ha intimato di togliersi la fede e lui gli ha risposto: 'sparami'. Il sequestratore a quel punto ha replicato: 'Allora ti porto fuori'. E Stefio: 'No, non spararmi fuori, sparami davanti agli altri ragazzi'». «A quel punto la situazione si stava deteriorando - ha aggiunto Cevese - gli stavano strappando fisicamente la fede dalla mano. E allora Stefio ha ceduto. Ma ha fatto capire ai rapitori che avevano a che fare con delle persone risolute e credo che questo abbia notevolmente messo in difficoltà le persone che li tenevano».
A CATENANUOVA LA FESTA - E' stata una giornata lunga, quella di Salvo. Appena atterrato a Ciampino, l' incontro con i familiari e le altre autorità venute ad accogliere i tre ex ostaggi. Poi subito in elicottero verso la procura di Roma, dove, insieme ad Umberto Cupertino e Maurizio Agliana, è stato a lungo interrogato dai pm della procura di Roma. Dopo le 17, i tre hanno lasciato la procura. Stefio, visibilmente stanco, accompagnato dalla moglie e da alcuni amici, si è diretto verso Fiumicino, dove un aereo lo ha portato a Catania. In serata l'arrivo a Catenanuova (Enna) per l'abbraccio al piccolo William, secondo cui il padre è stato fuori per motivi di lavoro. Quindi il più che meritato riposo. Domani il risveglio sarà finalmente tra le mura amiche di casa.

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