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Ostaggi italiani: Destino tragico per Quattrocchi

GENOVA - Aveva 36 anni Fabrizio Quattrocchi quando è stato ucciso, con un colpo di pistola alla testa, dai membri di una cellula delle Falangi Verdi di Maometto. Era stato rapito sulla via di Falluja mentre, dicono i suoi compagni body guard, scortava in taxi Salvatore Stefio, Umberto Cupertino e Maurizio Agliana ad Amman, a prendere l'aereo che li avrebbe riportati in Italia.
Nato a Catania, ma da anni residente a Genova con la madre Agata e i fratelli Graziella e Davide, Fabrizio Quattrocchi era una body guard. Cintura nera di Tae kwon do, esperto tiratore con la pistola (aveva comprato una Sig Sauer poco prima di partire per l' Iraq) e profondo conoscitore della telematica, Fabrizio Quattrocchi era un ex socio della International body guard and security service association (Ibssa) e amico di Paolo Simeone, l'ex parà titolare della Dts del Nevada che gli aveva chiesto di andare in Iraq per curare la sicurezza di alcuni ministri del governo della coalizione. Molto conosciuto per questa attività nella sicurezza privata, era recentemente uscito dalla Ibsa, la società consociata alla Ibssa con sede a Genova per dissapori con Roberto Gobbi, il titolare.
Dopo aver svolto l'attività di fornaio nella panetteria del padre morto quattro anni fa, Fabrizio Quattrocchi - fidanzato con Alice Cirona - aveva trovato la strada delle missioni all'estero che gli avrebbero permesso una vita più agiata. Quella in Iraq gli avrebbe consentito forse l'acquisto di una casa. Un sogno che aveva condiviso con Alice, la sua giovanissima fidanzata genovese.
Molto si è detto sul ruolo di Fabrizio Quattrocchi in Iraq, ruolo che vuol essere chiarito anche dalla magistratura genovese, che ha aperto un fascicolo per violazione dell'art. 288 del codice penale: arruolamenti o armamenti non autorizzati a servizio di uno Stato estero. Ma i pm non hanno ancora ottenuto l'autorizzazione a procedere dal ministero della Giustizia.
L'omicidio di Fabrizio Quattrocchi e il rientro dei suoi resti a Genova sono stati oggetto di molte polemiche. La prima venne scatenata dalle dichiarazioni del titolare della Ibsa, Roberto Gobbi, che definì Quattrocchi «un mercenario», provocando l'ira degli amici e colleghi del body guard. La seconda è stata innescata dal fatto che la famiglia di Fabrizio ha appreso della sua morte in diretta tv.
E poi, ancora polemiche quando vennero fatti ritrovare i resti di Fabrizio sulle rive del Tigri: i familiari chiesero ulteriori analisi del dna per avere la certezza dell' identità. Non c'è mai stata pace, per la famiglia Quattrocchi, che chiese i funerali di Stato, perché «Fabrizio è un eroe». Negate le esequie di Stato a favore di funerali solenni - ai quali hanno partecipato il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, il vicepremier Gianfranco Fini e il ministro Mirko Tremaglia - non è mancata anche la polemica con il sindaco di Genova Giuseppe Pericu, assente alle esequie.

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