Domenica 16 Dicembre 2018 | 04:15

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Ora è allarme cromo

BARI - Negli ultimi cinque anni, dal 1999 al 2003, sono stati smaltiti su circa 300 ettari dell'Alta Murgia barese 176.700 tonnellate di rifiuti anche speciali che, pur senza intaccare la falda sotterranea, hanno inquinato il terreno con metalli quali cromo, antimonio, mercurio, stagno, zinco, oltre a materiale contenente il batterio della salmonella. Sui suoli sono stati anche trovati rifiuti in plastica, siringhe, lacci e tubi di dentifricio.
E' quanto emerge dalle indagini che hanno portato oggi all'emissione di tre ordinanze di custodia cautelare per traffico illecito di ingenti quantitativi di rifiuti in forma organizzata nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Bari sull'inquinamento di circa 300 ettari del neo-istituito Parco dell'Alta Murgia. «Allarmanti» vengono definiti dall'accusa i livelli di cromo riscontrati nel terreno: fino ad un massimo di 4.080 milligrammi per ogni chilogrammo di sostanza secca prelevata, contro i 41 mgr/Kg contenuti nel terreno naturale e contro gli 800 mgr/kg previsti dalla legge.
Dagli accertamenti eseguiti emerge che è risultato fuori parametro il 73,39% dei campioni prelevati (91 su 124) su suoli in località «Cervone», ad Altamura, appartenenti all'azienda agricola Quintano, gestiti da uno degli arrestati, Giuseppe Quintano, sui quali sono stati sversati rifiuti; per il terreno più piccolo, e solo in parte interessato dallo sversamento di rifiuti, quello di Gravina in Puglia, era fuori norma invece il 91,43%, ovvero 31 dei 35 campioni prelevati.
Sui suoli riconducibili a Quintano è stata riscontrata dai consulenti della Procura la presenza di mercurio (massimo 6 milligrammi contro i 5 previsti dalla legge e lo 0,70 contenuti nel terreno naturale); di antimonio (158 mgr riscontrati contro il limite legale di 30 e contro l'assenza del metallo nel terreno naturale); e stagno (611 il valore riscontrato contro i 350 mgr della legge e i 0,6 del terreno naturale). Anche su questi terreni, secondo l'accusa, Quintano dal 1999 al 2002 ha coltivato e venduto circa 480.000 chilogrammi di grano. Tuttavia, i pm inquirenti, Roberto Rossi e Renato Nitti, affermano di «non aver alcun elemento per poter affermare che il grano sia stato contaminato dalla presenza dai metalli smaltiti sul suolo».
A Gravina invece è stata trovata sui terreni la salmonella fino ad un valore massimo 270.000 mpn/grs.s.: la presenza del batterio non è ammessa dalla legge.
Secondo la Procura, i rifiuti smaltiti sui 300 ettari di terreni provenivano dalla società per azioni di Modugno (Bari) «Tersan Puglia e Sud Italia», il cui amministratore di fatto è Silvestro Delle Foglie, di 64 anni, uno dei tre arrestati, che nel suo stabilimento trattava in quel periodo fanghi di depurazione provenienti dai consorzi conciari della Toscana, rifiuti solidi urbani della città di Andria e farine disoleate. I componenti chimici contenuti in questi rifiuti, ritiene l'accusa, sono gli stessi che sono stati trovati sui terreni inquinati della Murgia.
I trasporti dei rifiuti smaltiti sulla Murgia, ritengono di aver accertato gli uomini del Corpo forestale dello Stato, sono stati fatti dall'autotrasportatore, Giovanni Loporcaro, colpito anch'egli dalla misura cautelare, per aver compiuto almeno due-tre trasporti al giorno per cinque anni.

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