Domenica 16 Dicembre 2018 | 18:40

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Cupertino, in Iraq in cerca di lavoro

SAMMICHELE DI BARI (BARI) - Era partito il 3 aprile scorso dicendo alla mamma settantenne che doveva andare a fare un servizio a Roma e che sarebbe tornato a casa tra un mese: Umberto Cupertino, 35 anni, istruttore di arti marziali, era invece andato in Iraq per fare la guardia del corpo. Sognava un posto di lavoro che non trovava, fino a quando qualcuno gli ha offerto la partenza per Baghdad con la promessa di un buon guadagno.
Umberto Cupertino ha la licenza di scuola media inferiore, anche se ha frequentato fino al quarto anno un istituto per ragionieri senza mai conseguire il diploma. Da tempo cercava di essere assunto da qualche parte e non aveva esitato a lavorare nelle campagne e nelle palestre, come istruttore di body building, riuscendo così a portare qualche soldo a casa. In via Majorana, a Sammichele di Bari, un paese ad una trentina di chilometri dal capoluogo pugliese, Umberto vive con la mamma, Carmela Chimenti, che in questi giorni ha vissuto il suo dolore con dignità, evitando giornalisti e telecamere, ma scendendo in piazza con grinta, malgrado gravi problemi di salute, quando è stato necessario, per partecipare a manifestazioni e invocare così la libertà del figlio, descritto da tutti come un bravo ragazzo, che due anni fa ha perso il padre, Vito, e che ama le arti marziali. Umberto Cupertino era partito da Sammichele di Bari insieme con il suo fraterno amico Giampiero Spinelli, ex militare della Folgore, che a Baghdad lavora come guardia del corpo. In Iraq le loro strade si erano divise quando il lavoro di protezione e di vigilanza per il quale erano partiti è venuto meno: Giampiero ha accettato un nuovo incarico e Umberto, insieme con gli altri tre compagni, aveva deciso di rientrare in Italia o aveva accettato un altro lavoro.
In questi lunghi ed estenuanti giorni di prigionia hanno tenuto i contatti con i giornalisti il fratello di Umberto, Francesco Cupertino, di 39 anni, e poi sua moglie, Laura Albanese. Gentili con tutti, pacati, affranti dal dolore, Francesco e Laura, insieme con il sindaco di Sammichele di Bari, Nicola Madaro, hanno più volte lanciato appelli disperati ai politici. «Se Umberto avesse avuto un lavoro nella sua terra - hanno più volte affermato - non sarebbe partito per una zona di guerra». Ma il vero sogno di Umberto era quello di poter finalmente sposare la sua Francesca: sono fidanzati da 15 anni, si sono conosciuti ad una festa in paese e da quel momento non si sono più lasciati. Anche lei disoccupata, Francesca Bonerba, in questi lunghi giorni ha pregato molto: è stato solo così che ha potuto sopportare l'attesa e l'assenza del suo uomo, partito per l'Iraq per coronare il loro sogno d'amore.

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