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Grazie ad un finanziere infiltrato nella cosca

REGGIO CALABRIA - E' riuscito a costruire un rapporto fiduciario con gli uomini della cosca Iamonte, dai quali ha anche acquistato 106 chili di tritolo. E grazie a questi rapporti ha potuto scoprire il traffico di esplosivo ricostruendone i movimenti: un lavoro che si è rivelato determinante, quello condotto da un militare della guardia di finanza infiltrato nella cosca, per l'operazione scattata la notte scorsa e che ha portato all'arresto di 16 persone.
L'inchiesta che ha condotto all'operazione denominata «Bumma» è partita nel marzo scorso ed è stata coordinata dal sostituto procuratore della Dda di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, dal procuratore aggiunto, Franco Scuderi, e dallo stesso procuratore Antonino Catanese.
Le indagini condotte dalla guardia di finanza, dal Gico e dallo Scico di Roma, oltre che dal Sismi, hanno permesso di accertare l' attività della cosca Iamonte di Melito Porto Salvo, particolarmente attiva nel settore della fornitura degli esplosivi.
L'infiltrato, che si è spacciato per un emissario di Cosa nostra, ha tenuto i contatti con tre affiliati del clan Iamonte tramite i quali è riuscito ad acquistare 106 chili di tritolo confezionato in pani da 190 grammi pagandoli 86mila euro. Il militare è anche riuscito a farsi consegnare un panetto di semtex, l'esplosivo usato in molti attentati terroristici di varia natura, allo scopo di avviare una trattativa per l'acquisto di un quantitativo più ingente.
Gratteri, incontrando i giornalisti, ha sottolineato il coraggio del militare della finanza che è riuscito ad infiltrarsi, e la sua capacità di costruire un rapporto fiduciario che ha permesso di scoprire il traffico di esplosivo.
Massimo riserbo, invece, da parte degli investigatori sui rapporti del clan Iamonte ed in particolare sulla possibilità che l'esplosivo, oltre che ad altre organizzazioni criminali, potesse essere ceduto anche a gruppi di terroristi.
Il campione di semtex sequestrato dalla Guardia di Finanza era custodito in un involucro di cellophane, per un peso di mezzo chilogrammo, con all'esterno alcune scritte in carattere cirillico.

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