Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 12:44

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«Eterna gratitudine agli Usa»

ROMA - Un grazie «eterno» agli Stati Uniti per essere stati «Patria generosa» di milioni di emigranti italiani; per i 25mila americani che sono morti per la libertà dell'Italia; per il piano Marshall; per la difesa dai missili sovietici «puntati sulle nostre città» negli anni della guerra fredda. Silvio Berlusconi esprime così, a George Bush, durante la conferenza stampa a Villa Madama, quelli che definisce «i sentimenti condivisi dalla grande maggioranza del popolo italiano» nei confronti degli Stati Uniti.
Il premier ha aggiunto tuttavia che gli italiani sono «vicini» agli Usa «non come alleati che danno sempre ragione, ma anche da amici leali che quando bisogna avanzare una critica sanno farla presente».
La prima ragione di riconoscenza verso gli Stati Uniti, ha detto Berlusconi a Bush, è che «il suo Paese ha accolto molti milioni di italiani che cercavano in America un futuro migliore, ed è stato per loro una Patria generosa». Inoltre, «sessant'anni fa 25mila giovani americani hanno sacrificato la loro vita per dare al nostro paese la libertà». E ancora: «perché in un dopoguerra difficile la generosità dell'America ha contribuito a far crescere la nostra economia con il piano Marshall. E poi, attraverso la Nato, con il contributo dei cittadini americani, l'Europa e l'Italia si sono potute difendere dall'Unione Sovietica, che aveva i suoi arsenali nucleari e i suoi missili puntati sulle nostre città».
Una «profonda amicizia» che continua «oggi e per il futuro», «per collaborare nello sforzo di far crescere la democrazia nel mondo - afferma Berlusconi - Per combattere questo attentato alla democrazia, all'Occidente, a tutti noi che viene dal fondamentalismo e dal terrorismo». Non ci sono popoli per i quali «non va bene la democrazia», sottolinea il premier. «Non c'è niente di più erroneo» che credere questo. «Democrazia - osserva - significa rispetto dei diritti umani, mercato aperto: i pilastri fondamentali di un mondo che vuole guardare al futuro nella pace, nella sicurezza e nel benessere».
«Per tutto questo - sottolinea il presidente del Consiglio rivolto a Bush - siamo convintamente vicini a voi, non come alleati che danno sempre ragione, ma anche da amici leali che quando bisogna far presente una critica sappiamo farla presente». Berlusconi ringrazia il presidente Usa «per come ha sempre saputo ascoltare le nostre ragioni». E anche, con riferimento ai colloqui di queste ore, «per averci dato la possibilità di collaborare, noi che non siamo nel Consiglio di sicurezza, alla scrittura dell'ultima risoluzione dell'Onu che speriamo possa essere approvata la prossima settimana».

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