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Terremoto nella Cia: dopo il capo, si dimette anche il vice

NEW YORK - L'Iraq e Al Qaida saranno ricordati come la Baia dei Porci della Cia di George Tenet. Bush Tenet Cia Nel 1961 il più longevo direttore del servizio segreto americano, Allen Dulles, fu liquidato dal presidente John F. Kennedy dopo il fallito sbarco a Cuba. Tenet, il secondo direttore più resistente della storia, sta per veder giudicati i suoi anni alla guida dell'agenzia in tre rapporti che fonti del Congresso hanno già definito «devastanti».
Il primo - 400 pagine messe a punto dalla commissione intelligence del Senato - è già pronto, ma non ancora pubblico: descrive gli errori grossolani fatti dalla Cia nel fornire indicazioni sulle armi di distruzione di massa di Saddam Hussein. Il secondo, atteso entro il 26 luglio, riassumerà le indagini della commissione d'inchiesta sull'11 settembre 2001 e anche in questo caso non sarà piacevole per la Cia. Il terzo rapporto che arriverà nel corso dell'estate sarà quello di Charles Duelfer, l'uomo a cui la Cia ha affidato il compito di dar la caccia alle tracce di armi di distruzione di massa in Iraq, che sono state alla base della guerra.
Altre grane sembrano poi in arrivo dalla vicenda di Ahmed Chalabi, l'ex beniamino dell'America tra gli esuli iracheni che ora è accusato di aver rivelato segreti della Cia agli iraniani. Secondo il "Washington Post", Chalabi era sospettato già nel 1995 di aver avuto contatti segreti con l'Iran e all'orizzonte si affaccia un incubo per gli Usa: che in tutti questi anni l'esponente iracheno abbia sempre fatto il doppio gioco, ingannando Pentagono e Cia.
L'amministrazione Bush ha schierato tutte le armi mediatiche a propria disposizione per sostenere la tesi di Tenet di un addio legato esclusivamente a «motivi familiari». In effetti da tempo il direttore progettava di lasciare, anche per la stanchezza legata al lungo mandato cominciato all'epoca della presidenza di Bill Clinton.
Ma lo scenario sullo sfondo delle dimissioni appare sempre più quello del duplice fallimento su Al Qaida e Iraq, che nel corso dell'estate sembra destinato a emergere in tutta evidenza nei tre rapporti. Le ripercussioni si faranno ovviamente sentire sulla campagna elettorale per la Casa Bianca, nella quale il tema dell'intelligence sta assumendo un ruolo centrale.
Il terremoto interno alla Cia non si ferma alle dimissioni di Tenet, che diverranno effettive l'11 luglio. Un altro esponente al vertice dell'agenzia ha annunciato che lascerà in estate: si tratta di James Pavitt, il capo del servizio clandestino, cioè della rete di spionaggio segreta di cui la Cia dispone nel mondo. Pavitt, hanno detto fonti dell'agenzia, aveva programmato da tempo il ritiro e la sua scelta non è legata all'annuncio di Tenet. Di fatto, il servizio d'intelligence americano si troverà decapitato nel corso dell'estate, un periodo più volte descritto dagli esperti ad altissimo rischio di attentati da parte di Al Qaida, che punterebbe a cercare di condizionare la campagna elettorale americana.
La guida ad interim dell'agenzia sarà assunta da John McLaughlin, un veterano del servizio segreto noto a Langley con il soprannome di "Merlino", per la sua passione per la magia. Ma a Washington è già cominciata la caccia al successore definitivo di Tenet, che potrebbe però non essere nominato fino a dopo le elezioni. Se a vincere sarà George W. Bush, due sono i nomi in cima alla lista. Uno è quello del deputato repubblicano della Florida Porter Goss, un ex agente della Cia e presidente della commissione intelligence della Camera. L'altro è quello dell'ex sindaco di New York Rudolph Giuliani, la cui portavoce ha però smentito che sia interessato all'incarico. Se vincerà John Kerry, invece, sarà il ruolo stesso del direttore della Cia a cambiare, perché il senatore democratico ha preannunciato di voler creare una nuova figura, quella del Direttore nazionale dell'intelligence.
Sotto la valanga di accuse contenute nelle relazioni delle commissioni che hanno indagato sulle armi di distruzione di massa irachene e sull'11 settembre, rischiano di sparire una serie di innegabili successi che, secondo gli addetti ai lavori, rappresentano a loro volta l'eredità di Tenet. Nel 1997 il nuovo direttore prese il comando di un'agenzia demoralizzata e a corto di fondi, alla ricerca di un ruolo dopo la fine della Guerra Fredda. Tenet rivendica ora - a ragione, secondo molti esperti - di aver riorganizzato la Cia adeguandola alle nuove sfide della lotta al terrorismo, di aver ottenuto miliardi di dollari di finanziamento dal Congresso e di aver creato un nuovo servizio clandestino. Negli ultimi anni, inoltre, la Cia può vantare di aver aiutato ad individuare, catturare o uccidere più di due terzi della leadership di Al Qaida, di aver impedito nuovi attacchi sul suolo americano e di aver svelato e smantellato la rete di traffici di materiale nucleare che ruotava intorno allo scienziato pachistano A. Q. Khan.
Marco Bardazzi

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