Lunedì 17 Dicembre 2018 | 09:36

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Le proteste nelle altre città

NAPOLI - Una ventina di attivisti dell'associazione Emergency, fondata da Gino Strada, sta effettuando un sit-in di protesta contro la guerra in Iraq davanti al consolato statunitense alla rotonda Diaz, a Napoli. I manifestanti, che stanno distribuendo centinaia di volantini agli automobilisti, chiedono il ritiro delle truppe italiane dai territori di guerra. «Vogliamo ribadire - spiega Peppe Oliviero, uno dei leader campani di Emergency - l'idea che essere contro il terrorismo significa che non c'è più differenza tra terrorismo di Stato e quello incappucciato. Questo tentativo di Bush di riabilitare la guerra in Iraq ci sembra inaccettabile. Ci fa piacere che la maggior parte degli automobilisti a cui stiamo distribuendo il nostro materiale ci incoraggia ad andare avanti».

CAGLIARI - «Il presidente Bush non rappresenta lo Stato che ci ha liberato dal nazifascismo e ha contribuito alla liberazione dell'Europa. Incarna il peggio che l'America abbia prodotto nel '900, è la negazione della dichiarazione d'indipendenza degli Stati Uniti, guidati oggi da uomini che hanno a cuore i propri interessi dimenticando quelli delle popolazioni più povere del mondo». Con queste motivazioni il «Comitato fermiamo la guerra» ha organizzato a Cagliari una manifestazione per protestare contro l'«occupazione militare dell'Iraq, quella della Palestina da parte dell'esercito israeliano» e la presenza della base della Us Navy a La Maddalena, in occasione della visita del presidente statunitense a Roma per il 60esimo anniversario della liberazione della capitale.
Il corteo partirà alle 18 in piazza del Carmine, attraverserà le vie Sassari, Roma, XX Settembre e Sonnino, per concludersi in piazza Garibaldi. Alla manifestazione hanno aderito il Cagliari Social Forum, il circolo Carovana sarda della pace, il Coordinamento regionale dei Giovani comunisti e i Cobas.
«Il Comitato fermiamo la guerra», si legge in un volantino dei gruppi pacifisti promotori della protesta, «condanna l'ingerenza di un presidente di uno stato estero, che viene nel nostro paese solo ed esclusivamente per fare campagna elettorale, in occasione delle elezioni europee, a favore dell'alleato Berlusconi, complice nella preventiva guerra all'Iraq».

TRENTO - Incappucciate come i prigionieri di Abu Ghraib: cosi apparivano all' alba di oggi le statue di Trento dopo un'azione effettuata nella notte da un gruppo di Disobbedienti e rivendicata dal movimento Attac.
L' azione è stata organizzata per protestare contro la visita in Italia del presidente Bush (definito «il comandante in capo dell'esercito di "bravi ragazzi" che sta mettendo a ferro e fuoco il mondo») e le torture nel carcere iracheno, dice una nota diffusa sul sito web di Attac assieme ad una ventina di foto delle statue coperte con sacchetti neri. «Sotto quel cappuccio c'è la civiltà occidentale», dicono i Disobbedienti che, oltre a busti e statue di personaggi storici hanno anche incappucciato il monumento ai caduti di piazza Portela, quartiere del centro storico di Trento distrutto da un bombardamento nel 1944.

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