Giovedì 13 Dicembre 2018 | 00:54

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Due bandiere della pace esposte a casa di Prodi

Le bandiere della pace esposte a casa di Prodi BOLOGNA - Due bandiere della pace sono esposte questa mattina alle finestre dell'abitazione del presidente della Commissione europea Romano Prodi in via Gerusalemme, nel centro storico di Bologna.
Ieri Prodi, rispondendo a Verona, durante il suo tour elettorale nel Nord-Est, ad una domanda sui saluti rivolti al presidente degli Stati Uniti in arrivo in Italia, aveva sottolineato che «non c'è contraddizione tra il salutare le bandiere della pace e ringraziare Bush per quello gli Usa hanno fatto 60 anni fa per l'Italia». Anche il segretario Ds Piero Fassino aveva invitato tutti gli italiani contrari alla guerra ad esporre oggi ai balconi le bandiere della pace.
«Credo sia un fatto di coerenza», ha commentato Prodi spiegando ai cronisti, dopo la visita al cimitero polacco, la decisione di esporre le bandiere nella sua abitazione di via Gerusalemme. «Io ho sempre messo insieme gratitudine e senso della storia che lega l'Europa agli Stati Uniti. Ma qui - ha osservato ancora Prodi - c'è anche un filone di opposizione seria, coerente e dura alla guerra in Iraq perchè ho sempre detto, e ripeto, che non avrebbe risolto nessuno dei problemi anzi li avrebbe aggravati». «Le due linee politiche - ha scandito Prodi prima di lasciare Bologna per il giro che lo porterà in diverse città italiane nei prossimi giorni - sono la stessa linea politica: di serietà, di libertà e di democrazia».
Il Presidente della Commissione Europea Romano Prodi e il leader dei Ds Piero Fassino hanno reso omaggio nella mattina ai caduti della seconda guerra mondiale con una visita al cimitero che alle porte di Bologna raccoglie le salme di 4.500 caduti polacchi e a quello vicino dove sono raccolte le spoglie di alcune centinaia di soldati del Commonwealth.
Fassino e Prodi che erano accompagnati dal Presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani hanno sostato in raccoglimento sull'altare davanti alla spianata dove sono raccolte le salme. A fianco una corona con la scritta «Uniti nell'Ulivo». «Non dobbiamo dimenticare - ha detto Prodi all'uscita dal cimitero - che il mondo sarebbe stato diverso se 60 anni fa non fosse avvenuto questo grande movimento di alleanza internazionale per la lotta contro il nazismo. Ha cambiato la storia - ha detto ancora Prodi - e ha reso possibile tante cose compresa l'unificazione europea. Ed è di grande significato simbolico - ha proseguito Prodi - che siamo venuti qui a rendere omaggio ai cimiteri alleati cominciando da quello polacco, paese anch'esso entrato nell'unione dopo tanto tempo. Credo anche che centinaia di migliaia di morti americani diano un significato molto forte anche alla nostra vita politica».
«Come ieri abbiamo reso omaggio al cimitero americano di Nettuno ai soldati degli Usa che sono morti per la libertà del nostro paese - ha detto da parte sua al termine della visita Fassino - oggi abbiamo reso omaggio ai soldati polacchi, inglesi e in Piazza Maggiore ai nostri partigiani caduti per la libertà. Ci è sembrato giusto nel 60/o della Liberazione di Roma - ha proseguito Fassino - ricordare tutti coloro che con il sangue hanno pagato un prezzo duro perchè l'Italia fosse una nazione libera, democratica come è da 60 anni. Ci sembra questo il miglior modo - ha concluso Fassino - per ricordare un evento così importante come la Liberazione di Roma e dell'Europa dal nazismo e dal fascismo».

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