Martedì 11 Dicembre 2018 | 02:59

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Girone C: Bulgaria, Danimarca, Italia e Svezia

MILANO - E' stato troppo «facile» il 4-0 di Tunisi, per illudere il Trap. E' vero che ormai era diventata una consuetudine per gli azzurri, quella di perdere (o giocar male) l'ultima partita «importante» prima di un Mondiale o un Europeo, ma è anche vero che nel dopoguerra l'Italia ha vinto solo due volte qualcosa: nel 1968 il titolo continentale (a Roma) e nel 1982 quello mondiale (in Spagna). Quindi, l'aver invertito la tendenza offrirà agli azzurri un brivido in più, anche perchè le reazioni dei nostri avversari e degli osservatori sono state piuttosto impressionate: l'Italia è favorita, dicono tutti. E invece bisogna stare attenti alla Francia, campione uscente che ci beffò col golden gol a Rotterdam e che ha vinto tutte le partite di qualificazione con una media-gol di 3,6 a partita, anche se ultimamente è affiorato qualche problemino. E bisogna diffidare del Portogallo che, per quanto «disastroso» nelle amichevoli pre-Europei (l'abbiamo castigato due volte), avrà a favore il vento dell'ambiente, che aiuta sempre chi gioca in casa, oltre a elementi di prim'ordine come Figo, Rui Costa ecc. E poi bisognerà guardarsi dalla Repubblica Ceca, che ci ha messo in seria difficoltà a Palermo, ecc. Insomma, azzurri «favoriti» ma non troppo.
Molti sono portati a considerare «facile» il girone degli azzurri. E' un errore sottovalutare gli avversari del raggruppamento. La Danimarca, il primo avversario che l'Italia affronterà a Guimaraes il 14 giugno può contare su giocatori che ben conosciamo come i milanisti Tomasson e Laursen, l'interista Helveg, i giocatori dell'Udinese Jorgensen e Kroldrup, oltre a Gravesen dell'Everton, Gronkjaer del Chelsea, Rommendahl del PSV ecc. Insomma, un gruppo in possesso di grande esperienza internazionale guidato da un tecnico, Morten Olsen, che ben conosce il calcio europeo e che ha portato la sua squadra a eliminare Romania, Norvegia, Bosnia e Lussemburgo.
Gli errori della retroguardia sono stati al centro delle polemiche negli ultimi mesi e la stampa ha sottolineato più volte la lentezza del reparto arretrato, in particolare del centrale Henriksen (34 anni). Nel mirino della critica pure il laterale destro Niclas Jensen che ama avanzare spesso, lasciando scoperta la fascia destra. Helveg e lo stesso Olsen hanno difeso il vecchio Henriksen, un veterano che costituisce un simbolo della squadra.
Il 18 giugno a Oporto affronteremo poi la Svezia nella seconda partita. Potrebbe essere la partita decisiva sia nel caso che in cui avremo cominciato col piede giusto la corsa verso i quarti, sia se dovremo recuperare il terreno perduto nella partita d'esordio. Il bilancio nelle 20 partite giocate è di 9 vittorie, 5 pareggi e 6 sconfitte. L'ultima volta l'Italia ha affrontato la Svezia agli Europei d'Olanda, nel 2000, battendola per 2-1. Segnarono Di Biagio, Larsson e Del Piero. Di quella formazione azzurra saranno presenti adesso agli Europei solo Toldo, Cannavaro, Fiore, Nesta e Del Piero. Fra gli svedesi Hedman, Mjallby, Andersson, Ljungberg, Svensson ed Henrik Larsson. Come sempre nella sua storia, la Svezia è una grossa esportatrice di giocatori. In possesso di buona tecnica, ma soprattutto di grandi doti atletiche, gli svedesi sono elementi affidabili. Molti di essi giocano in importanti formazioni europee: gli attaccanti Ibrahimovic (Ajax), Allback (Aston Villa) e Larsson (Celtic) sono fra i cannonieri pi pericolosi. Allback, dopo qualche problema fisico, è entrato in forma e recentemente ha segnato due gol alla Finlandia a Tampere. Larsson (32 anni) ha deciso di tornare in Nazionale dopo essersi; ritirato. Ha detto sì anche per far contenti i 110.000 tifosi (fra cui il primo ministro) che hanno firmato una petizione e il presidente dell'UEFA Lennart Johansson che gli ha scritto una lettera personale. Il duo di tecnici Sodeberg e Lagerback, che guida da anni la Nazionale svedese, può contare su un gruppo di giocatori con grande esperienza. Oltre ai citati attaccanti, Ljungberg (Arsenal), Andersson (Benfica) e Linderoth (Everton) sono fra i più celebri mercenari del calcio continentale. Il portiere Hedman, che potrebbe partire titolare per l'infortunio del titolare Isaksson, quest'anno ha giocato diverse partite nell'Ancona. La Svezia si è qualificata in un girone «facile» che comprendeva Lettonia, Ungheria, Polonia e San Marino. In vista degli Europei, dopo qualche partita poco brillante (sconfitta in Egitto per 1-0) gli svedesi sembrano ora in buona forma. Squadra all'inglese (non per nulla molti dei convocati giocano in formazioni britanniche), la Svezia ha dovuto far ricorso nelle ultime fasi della preparazione al portiere Gustavsson e al difensore Ostlund per i forfeits di Svensson e Isaksson. L'arma segreta della Bulgaria? La pastasciutta. Il dott. Iliev, dello staff tecnico della Nazionale bulgara ha scoperto le carte, ordinando l'assunzione di un cuoco italiano affinché i giocatori della Nazionale balcanica (che verranno seguiti da 1.300 connazionali in Portogallo) possano essere all'altezza delle altre squadre del girone, almeno sul piano gastronomico. I bulgari cercheranno di ottenere quella qualificazione ai «quarti» che costituisce, per ora, il loro vero traguardo. Quanto alle armi tecniche, aldilà di spaghetti e maccheroni, l'uomo che potrebbe dar davvero fastidio a tutti si chiama Dimitri Berbatov, ha 23 anni e gioca nel Bayer Leverkusen. Fu pagato circa; 40 euro, dicono le favole, quando il CSKA Sofia lo comperò dal Pirin Blagoevgrad. Figlio d'arte (suo padre Ivan giocava in difesa), goleador spesso irresistibile, Berbatov è costato oltre due milioni di euro al Bayer e di lui si parla come il novello Stoichkov. Dopo i primi difficili tempi, dato che Berti Vogts non lo «vedeva», con l'arrivo di Topmoller invece l'attaccante bulgaro ha trovato spazio ed ha sfondato. Con i suoi cinque gol, la Bulgaria ha eliminato Croazia, Belgio, Estonia e Andorra, conquistando le finali Europee dopo un periodo nero e lo 0-6 incassato dalla Repubblica Ceca.
Il tecnico Plamen Markov ha saputo risollevare le sorti del calcio bulgaro che vive per ora di ricordi: nel 1994 negli USA la squadra degli Stoichkov, Penev, Kostadinov ecc. giunse in semifinale, dove venne battuta dall'Italia di Sacchi. Due gol di Baggio e un tardivo rigore di Stoichkov siglarono quel 2-1 che E' rimasto sullo stomaco ai bulgari che ancora recriminano per l'arbitraggio del francese Quiniou e aspettano l'ora della vendetta a dieci anni dalla sconfitta del Giants Stadium. Ecco perché la partita del 22 giugno a Guimaraes sarà molto difficile per gli azzurri, decisiva o no per la qualificazione ai quarti. La squadra di Markov è giovane e molto veloce e compatta. A parte Berbatov, ha molti elementi che militano in club importanti: Stilian Petrov è la bandiera del Celtic, Marian Hristov gioca nel Kaiserslautern, Georgi Peev nella Dinamo Kiev, Ivan Petkov nel Fenerbahce. Negli ultimi giorni una cortina di silenzio è calata sulla squadra di Markov. Si è saputo che Todorov è stato operato e non farà parte della comitiva, mentre per sostituire il terzino destro Kishishev, che si è ritirato dall'attività, è stato chiamato Ivanov. Per il resto, non dovrebbero esserci molte novità. Davanti al portiere Zdravkov dovrebbero essere schierati Ivanov e Petkov da difensori esterni, Pazhin e Kirilov centrali. A centrocampo Borimorov, Peev, S.Petrov, Hristov e Dimitrov.
Di punta, Berbatov. Ma se Markov giocherà con due punte, accanto a Berbatov potrebbe essere schierato Jankovic, la conseguente esclusione di Borimorov e l'arretramento di Hristov. C'è poi l'incognita Boijnov, il giovane attaccante del Lecce. Insomma, una Bulgaria che parte con modeste pretese, ma che potrebbe costituire la vera sorpresa del girone C. il bilancio delle partite con l'Italia è favorevole agli azzurri che in dieci partite giocate hanno vinto sette volte e perso tre. Nessun pareggio. Vedremo che succederà a Guimaraes, dove ai nostri potrebbero esser necessari i tre punti per passare il turno.

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