Domenica 16 Dicembre 2018 | 03:09

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2 giugno - Atti "civili" di disobbedienza

ROMA - Sventolio di bandiere della pace, ponti e statue incappucciati, musica, striscioni e palloncini, spesso rimasti tra le mani senza spiccare il volo. Sono questi gli atti di contestazione e disobbedienza che si sono consumati a Roma contro la sfilata militare svoltasi in via dei Fori Imperiali, davanti alle massime autorità dello Stato.
Una protesta pacifica, a parte qualche spintone e qualche schiaffo in via Labicana a pochi metri dal Colosseo, tra Disobbedienti e forze dell'ordine, che è riuscita lo stesso ad ostacolare per qualche istante il movimento di un carro armato per l'incursione di due Disobbedienti che hanno fatto sventolare una bandiera della pace a poca distanza dal mezzo pesante.
Il bilancio finale è di 50 manifestanti identificati, subito rilasciati, e nessun denunciato.
Per i Disobbedienti la giornata è cominciata alle 9,30 in via Labicana, dove hanno issato uno striscione con la scritta «per voi non sarà mai pace, a voi la guerra piace». Con un sottofondo musicale a tutto volume, i Disobbedienti, circondati da un congruo numero di forze dell'ordine in tenuta antisommossa, hanno cercato invano di gonfiare dei palloncini per innalzare uno striscione. Ma l'intervento delle forze dell'ordine lo ha impedito perchè formalmente lo spazio aereo non poteva essere invaso dai palloncini. Da qui un piccolo tafferuglio sedato anche grazie all'intervento di alcuni parlamentari del Prc. Contemporaneamente molte decine di Disobbedienti hanno tentato di infiltrarsi tra il pubblico e avvicinarsi alle transenne. Non essendo molte le persone che stavano assistendo alla parata, i pacifisti spesso sono stati intercettati dagli agenti in borghese, prima di poter compiere le loro incursioni. In piazza Venezia, però, un gruppo di 30 donne ha potuto esporre le bandiere oltre le transenne.
Sempre nel corso della mattinata anche sui ponti di Roma i pacifisti hanno dato voce alla loro protesta, indossando, come a ponte Sant'Angelo, cappucci e tuniche nere che ricordavano quelle mostrate nelle foto delle torture nelle carceri irachene. E per omaggiare i tanti morti in Iraq che non hanno avuto un funerale i pacifisti hanno lanciato fiori nel Tevere. Un cappuccio ha anche oscurato una delle statue di ponte Sant'Angelo, dove al suono di sirene d'allarme per un bombardamento, i pacifisti si sono sdraiati in terra.
L'altro momento di tensione si è verificato sempre in piazza Venezia, quando ad una troupe di La7, che aveva ripreso dei poliziotti in borghese che di peso portavano via alcuni pacifisti, è stata sequestra la videocassetta, restituita dopo tre quarti d'ora.
A Roma ci sono stati atti di disobbedienza, ma anche uno spazio dedicato alla memoria. Nel pomeriggio la giornata si è chiusa con la deposizione di una corona di fiori da parte del movimento dei Disobbedienti romani «in ricordo delle vittime delle atrocità nazi-fasciste».
Per ora i Disobbedienti-pacifisti si dicono soddisfatti, così come del resto le forze dell'ordine, ma annunciano che la partita si concluderà solo con il soggiorno nella capitale di Bush. E proprio per il 4 annunciano che saranno molto di più, verranno anche da molte parti d'Italia, e molte di più saranno le azioni di protesta contro «il signore della guerra».

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