Martedì 11 Dicembre 2018 | 14:03

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Arabia - Giugliano attende la salma di Antonio Amato

GIUGLIANO (NAPOLI) - Sta per concludersi la lunga attesa prima dell'ultimo saluto ad Antonio Amato. Domani la salma del 35enne cuoco napoletano, ucciso sabato in Arabia Saudita, giungerà a Varcaturo, la piccola frazione sul litorale domizio del comune di Giugliano. La camera ardente sarà allestita nella vicina chiesa di San Luca dove, come hanno confermato i familiari, venerdì mattina saranno celebrati i funerali di Stato. In attesa del rito funebre si terrà una veglia di preghiera.
Oggi pomeriggio il fratello della vittima, Fabio, accompagnato da uno zio, a bordo di un'autovettura della polizia è partito per Roma dove, in nottata, arriverà l'aereo dell'Aeronautica militare che sta riportando in Italia il corpo del cuoco napoletano. Per domani mattina è previsto il riconoscimento ufficiale, poi l'esame medico legale.
Una lunga attesa non solo per la famiglia Amato, ma anche per l'intera comunità di Giugliano che con i suoi centomila abitanti è la terza città della Campania. La famiglia Amato si è trasferita a Giugliano da Soccavo subito dopo il terremoto del 1980.
In segno di lutto le luminarie che sono state allestite per la festa patronale della «Madonna della Pace», iniziata domenica scorsa e che terminerà domenica prossima, resteranno spente per due giorni. Sul campanile della seicentesca chiesa di Santa Sofia, dove oggi sono state ricollocate le copie di tre bassorilievi trafugati sei anni fa, invece, campeggia una bandiera della pace accanto ad una grande fotografia di Antonio Amato.
Venerdì, in occasione dei funerali che saranno presieduti dall'arcivescovo di Aversa, monsignor Mario Milano, così come annunciato dal sindaco Francesco Tagliatatela (Ds) sarà proclamato il lutto cittadino. La bandiera a mezz'asta sarà esposta al Palazzo di Città mentre oggi il concerto di musica classica, organizzato nell'ambito dei festeggiamenti patronali, è stato dedicato alla pace nel mondo e ad Antonio Amato.
Intanto, nell'abitazione della vittima anche oggi sono proseguite le visite di amici e parenti che hanno voluto esprimere piena solidarietà ai familiari che da sabato scorso sono chiusi nel loro dolore non riuscendo a farsi una ragione di quanto accaduto.
«Spero solo che presto possano individuare gli assassini di Tony - ha detto affranto Fabio qualche minuto prima della partenza per l'aeroporto militare di Ciampino - ma anche se li arrestano nessuno mai potrà restituircelo. In questo momento ho il dovere di essere forte».

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