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2 giugno - Ai Fori Imperiali sfilano i lagunari colleghi del caporale Vanzan

ROMA - Nassiriya sfila in via dei Fori Imperiali, quando davanti al presidente della Repubblica Ciampi, passano le 56 tonnellate del carro armato Ariete e il suo cannone da 120 millimetri: il nuovo mezzo del contingente militare italiano in Iraq. Oppure quando, tra gli applausi della folla, avanza il plotone dei Lagunari, i commilitoni, gli amici, del caporale Vanzan. «Sfilano con il gagliardetto abbrunato» in onore del loro compagno caduto, c'è scritto nel testo dello speaker distribuito all'inizio della parata. Ma il segno di lutto, che i lagunari avrebbero voluto esibire, non c'è.
Sul palco presidenziale siedono Berlusconi, Pera, Casini. Ci sono Fini, Martino, molti altri ministri. Leader della maggioranza e dell'opposizione, tutti i vertici militari. Il pubblico non si è fatto scoraggiare dal tempo incerto e l'emozione è forte per tutti quando - subito dopo l'inno Dimonios, cantato dagli uomini della Sassari - vengono ricordati i caduti della strage di Nassiriya. Ma con la parata militare per il 58/o anniversario della festa della Repubblica, che tributa un doveroso omaggio alle vittime, si guarda soprattutto al presente, ai 9.000 soldati impegnati nel mondo come «portatori di pace», e al futuro.
La vera novità dell'edizione 2004 della parata è infatti nel secondo settore. «Innovazioni tecnologiche», è intitolato: tutto quello che serve ai soldati italiani per assolvere al meglio «la fondamentale missione di sicurezza loro affidata». Un assaggio hi-tech, in realtà, si era avuto subito dopo l'inizio della sfilata, quando in cielo sono sfrecciati due Eurofighter nuovi di zecca, i super-caccia europei. A terra, invece, qualcuno è rimasto forse deluso da quello che è stato presentato come l'avveniristico soldato del terzo millennio. Robocop, in realtà, aveva le sembianze di un normale incursore, con indosso una normale mimetica: i visori, le microcamere e le armi bi-calibro che costituiscono il sistema "Soldato futuro" sono rimasti a bordo del mezzo. Ma per avere un'emozione più forte è bastato aspettare solo qualche minuto. Il tempo, ad esempio, di vedere sfilare su un camion l'ala di un Eurofighter con sotto i missili di nuovissima generazione Iris-T, Meteor e Storm Shadow. Quest'ultimo «preciso e letale, riesce a colpire un bersaglio con minimo errore e limitati effetti collaterali», assicura lo speaker. I veicoli da combattimento Dardo, anche questi spediti in Iraq, sfilano poco prima del lanciarazzi multiplo Mlrs e del sistema Skyguard Aspide, che può lanciare missili fino a 10 chilometri. Molta curiosità per il velivolo senza pilota Mirach 26 e per i veicoli subacquei Pluto della Marina: il Gigas ha 12 ore di autonomia e raggiunge 600 metri di profondità. La batteria missilistica Spada è quella con cui l'Aeronautica ha garantito la sicurezza del G8 di Genova e del vertice di Pratica di Mare: serve per «garantire la difesa di obiettivi sensibili da attacchi aerei a bassa e bassissima quota». E chissà che non venga utilizzata anche nei prossimi giorni. Mentre in cielo passano aerei ed elicotteri (compresi gli aggressivi 'Mangustà, anche questi in odore di Iraq) in via dei Fori Imperiali sfila l'affusolato "Levriero": un motoscafo della Guardia di Finanza che raggiunge i 130 chilometri orari. Sagome arrotondate, invece, per quattro simpatiche minicar dei carabinieri. Elettriche, da impiegare per i controlli nelle stazioni e negli aeroporti.
La parata di quest'anno è stata ridotta, per quanto riguarda i partecipanti - 6.026, contro i 7.715 del 2003 - ma non per i mezzi (348 contro 197). Ed infatti è durata, come sempre, quasi due ore. Quattordici le nazioni rappresentate e molti gli organismi internazionali: sul palco d'onore, tra i generali stranieri, anche Rolando Mosca Moschini, fino a poco tempo fa capo di Stato maggiore della Difesa e, oggi, nella sua nuova veste di capo del Comitato militare dell'Unione Europea. Tagliata la parte storica, un intero settore è stato dedicato alle missioni oggi in corso: dai Balcani all' Afghanistan, per passare - di corsa, con la fanfara dei bersaglieri - all'Iraq. E' stata quindi la volta dei Corpi civili: la Polizia di Stato, con il poliziotto di quartiere, la Polizia penitenziaria, il Corpo forestale e i Vigili del fuoco, dotati anche di un overcraft per il «soccorso in acqua, in zone paludose o allagate». Il "blocco" più applaudito, come ogni anno, quello delle 110 crocerossine.
«Le Forze armate per la Patria», era il tema della parata, ma anche quelle «non armate» hanno avuto ampio spazio nel settore dedicato alla Protezione civile. Per la prima volta sono state rappresentate, con i loro gonfaloni, le Regioni, le Province autonome e gli Enti locali. E per la prima volta hanno sfilato i vigili urbani: 18 motociclisti della polizia municipale di Roma. C'erano pure i ricercatori dell'Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia, la Cri, il 118, il Soccorso alpino, e rappresentanti del variegato mondo del volontariato di protezione civile, dalle Misericordie all'Arci. Per i militari di leva, invece, sarà l'ultima volta: dal prossimo anno, con la sospensione della naja, non sfileranno più in via dei Fori Imperiali.
Vincenzo Sinapi

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