Venerdì 14 Dicembre 2018 | 11:38

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Carlo Azeglio Ciampi: superare contrapposizioni con il dialogo

ROMA - Carlo Azeglio Ciampi, ancora convalescente per i postumi della frattura della clavicola, ha celebrato la Festa della Repubblica senza mancare a nessuno dei doveri ufficiali: dall'omaggio al Milite Ignoto, alla parata militare ai Fori Imperiali. Due impegni durante i quali ha avuto a fianco il presidente del Consiglio Berlusconi. Il capo dello Stato è apparso a tratti sofferente e ha assistito alla seconda parte dela rivista militare poggiando il braccio destro sul costato. Il generale Mocci, suo consigliere militare, più volte lo ha premurosamente invitato a non restare troppo a lungo in piedi. Ciampi ha ricordato con orgoglio e commozione «tutti i nostri caduti di oggi e di ieri» e ha sottolineato la continuità con le pagine migliori della storia patria delle missioni di pace che vedono i nostri soldati impegnati in molte aree di crisi, dall' Afghanistan, ai Balcani, all'Iraq. Sono animati, ha sottolineato, da ideali altrettanto nobili: garantire la sicurezza dei civili, difendere i diritti umani e la libertà.
Nel giorno della Repubblica, Ciampi ha volto lo sguardo anche ai problemi economici e sociali più attuali, per invocare un dialogo costruttivo. L'Italia in stallo, in difficoltà sui mercati internazionali, deve «superare con il dialogo - ha detto il capo dello Stato - le contrapposizioni più immediate attraverso scelte condivise, funzionali alla concordia sociale, all'affermazione dei diritti e alla creazione di maggiori opportunità e prospettive di sviluppo». Nelle ottanta province italiane che ha visitato in cinque anni, sui grandi temi Ciampi ha riscontrato ovunque, «il radicato desiderio» di agire in questo modo, e anche «sempre e ovunque, una forte istanza di coesione». Lo ha scritto in un messaggio inviato ai Prefetti. Ha elogiato i rappresentati del governo nel territorio proprio per «la costante opera di mediazione e di ricerca delle più efficaci forme di cooperazione istituzionale». «Questa mediazione costituisce, ed è bene ricordarlo proprio in occasione della celebrazione della Repubblica, l'anima della democrazia». E' una affermazione che, come altre volte, fa risaltare il divario fra una provincia, che «al di la della dialettica politica» dà una lezione di dialogo costruttivo, di spirito di squadra e una scena politica nazionale che invece resta spesso paralizzata dallo spirito di contrapposizione. E' un uno-due, con il messaggio televisivo di ieri in cui l'inquilino del Colle ha richiamato in particolare l'esigenza del rispetto reciproco fra interlocutori politici e sociali perchè «senza rispetto non c'è dialogo, nel Paese e in Parlamento, e il dialogo è l'essenza della democrazia».
Quello di Ciampi appare un evidente incoraggiamento al «partito trasversale» che chiede una nuova stagione di concertazione e va da Cordero di Montezemolo, a Fazio, ai sindacati, ad ampi settori dell'opposizione e comprende una parte della maggioranza, ma non Berlusconi, che ha definito impossibile il dialogo con la Cgil. Berlusconi è stato per due ore con Ciampi sul palco delle autorità ai Fori Imperiali, separato da lui solo dalla sedia occupata dal presidente del Senato Pera, come due anni fa. Ma stavolta non si è notata la stessa affabilità di rapporti, dimostrata in quella occasione da frequenti scambi di impressioni. Oggi i due presidenti si sono salutati formalmente all'inizio e alla fine della parata. Durante la cerimonia hanno scambiato qualche parola solo con i vicini più prossimi: Ciampi con Pera e Casini, Berlusconi soprattutto con il ministro della difesa Martino.
Alberto Spampinato

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