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Joseph Beuys e la Puglia


In occasione di una mostra tenutasi nel 1961 nello Städtisches Museum Haus Koekkoek di Kleve, nella risposta ad una domanda rivoltagli dagli organizzatori dell'esposizione e pubblicata in catalogo, Joseph Beuys cita l'Italia meridionale - e in particolare la Puglia - tra i luoghi che maggiormente l'avevano colpito nelle zone di operazione in guerra (1). L'artista, che dal 1971 sino a pochi giorni prima della morte frequenterà spesso l'Italia, nel 1974 torna in Puglia e va a Foggia per rivedere i luoghi in cui nel 1941 aveva soggiornato da sergente aviere della Luftwaffe. Al Vallo Malbasso, la zona in cui durante la guerra si esercitava a provare le nuove mitragliatrici aeree contro le rocce e che con l'aiuto di un anziano contadino riesce a ritrovare, è dedicato il disegno omonimo (1974). Realizzato su carta da imballo sgualcita, raffigura due figure femminili, con caratteri umani ed animali, e i segni intervallati dei colpi, e reca sulla superficie un frammento lapideo di natura archeologica (2). "Quando ero in Puglia parlavo abbastanza bene l'italiano, tanto che lo spirito della gente e della cultura italiana, contrapposto all'orrore della guerra, hanno lasciato una forte impressione nella mia vita. Emotivamente ho amato molto Foggia, è il luogo che ho amato di più nella mia vita" (3). Alla città daunia, nel cui ospedale militare era stato curato per le ferite riportate in azioni di guerra, Beuys dedica nel 1974 un libro intitolato "Die Leute sind ganz prima in Foggia" (La gente è meravigliosa a Foggia), nelle cui pagine raccoglie dichiarazioni in tedesco riguardanti le sue "azioni".
Beuys torna ancora in Puglia negli anni successivi, da solo o con la famiglia. Nel 1977 visita Bari, dove l'anno successivo avrebbe dovuto tenere una mostra presso il Castello Svevo.
L'operazione "Grassello", uno dei lavori più significativi tra quelli realizzati da Beuys in Italia, rimette l'artista in contatto con Foggia. Nelle cave dei dintorni della città pugliese si estrae il materiale con cui l'artista nel 1978 restaura la sua casa-studio di Düsseldorf. Trasportato da Pescara in Germania con un camion, il cui viaggio è documentato dalle foto di Buby Durini, il grassello è unito in Germania ad acqua e altri materiali prima di essere utilizzato. E' nel viaggio dunque che si può individuare "l'essenza di quest'opera", quasi "una summa del pensiero beuysiano", in cui "agiscono tutte le componenti dell'Operazione "Difesa della natura": il territorio italiano, la chimica dell'incontro, il viaggio, che nella tradizione nordica è sempre compiuto al sud, la collaborazione, la naturalità dei processi creativi" (4).
Non abbiamo notizia di altri soggiorni in Puglia dell'artista tedesco, che invece sino al 1985 torna spesso in Italia meridionale, in particolare in Abruzzo (a Pescara e nella tenuta di Bolognano), ospite dei coniugi Durini - cui è legato da un intenso sodalizio umano e professionale - per una nutrita serie di incontri e di azioni, documentati da video, foto, pubblicazioni.
Diverse volte le opere di Beuys sono apparse in spazi pubblici e gallerie private in Puglia: a Bari nel dicembre del 1974 nella galleria Centrosei si tiene una piccola mostra di multipli e grafiche, l'anno dopo Marilena Bonomo espone una serie di cartoline firmate; nel 1981 Toti Carpentieri organizza a Lecce presso la Galleria Comunale Il sedile "Caro Beuys", una collettiva di artisti pugliesi; nel 1983 lo stesso Carpentieri cura una mostra intitolata "Joseph Beuys e Lucio Fontana. I punti di partenza per ogni discorso possibile" (Galleria del Piccolo Museo, Lecce) con disegni, oggetti e grafiche; nel 1999 nella mostra "Arena Puglia Felici coincidenze" (Bari, Stadio della Vittoria, a cura di Marilena Bonomo) è esposto il multiplo "La rivoluzione siamo Noi" (1972). Nel 1982 infine la Galleria del Piccolo Museo di Novoli (LE) promuove un'edizione di grafica di otto stampe (5), una delle quali è oggi alla Pinacoteca Comunale di Bernalda/Metaponto.

Si tratta della mostra "Zeichnungen/ Aquarelle/Őlbilder/Plastische Bilder aus der Sammlung van der Grinten", 8 ottobre-5 novembre 1961. Cfr. H. Stachelhaus, "Joseph Beuys", Tullio Pironti Editore, Napoli 1993, pag. 29.
2 G. Celant, "Beuys Tracce in Italia", Amelio e Fiorentino Editori, Napoli 1978, pag. 10. Il libro, una cronistoria della presenza dell'artista nella penisola sino agli inizi del 1978, è stato pubblicato in occasione della mostra omonima curata dallo stesso Celant (Napoli, Museo Pignatelli Cortes, 1978; Lucerna, Kunstmuseum, 1979).
3 Ivi , pag. 67.
4 A. D'Avossa, "Utopia concreta come utopia della terra" in "Joseph Beuys Difesa della natura", Skira Editore, Milano 2001, pag. 21 (già pubblicato in catalano e in inglese nel 1993 in occasione della mostra "Joseph Beuys. Operació "Difesa della natura" da lui curata presso il Centro d'Arte Santa Monica di Barcellona ).
5 L'edizione è stata realizzata dalla stamperia Sebaste-Carella di Bernalda (MT).

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