Domenica 16 Dicembre 2018 | 11:59

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Bush a Roma - I Disobbedienti si preparano. Nunzio D'Erme: «Noi tendenzialmente siamo pacifisti, fino a quando non ci provocano»

ROMA - Azioni di disturbo a sorpresa come blocchi stradali, al momento top-secret, e corteo pacifista tutto all'insegna del «No Bush, No war». Sono le due carte che i Disobbedienti si preparano a giocare per accogliere il loro nemico giurato, quel George Bush che ha scatenato la guerra in Iraq e che da mesi coagula la protesta pacifista.
La promessa è quella di azioni non violente, ma uno dei leader dei Disobbedienti, il consigliere comunale e candidato alle europee nelle liste di Rifondazione Nunzio D'Erme, oggi ha precisato: «Noi tendenzialmente siamo pacifisti, fino a quando non ci provocano», ha detto alludendo alle forze dell'ordine.
I no global si stanno preparando a quelle che hanno definito «due grandi giornate», quella di domani con azioni di protesta contro la parata e militare e soprattutto del 4 giugno.
Sempre D'Erme, il Disobbediente, reso celebre dalla protesta anti-Berlusconi con lo sterco davanti a Palazzo Grazioli ha spiegato: «Il 4 sarà una giornata di indignazione nei confronti di una persona sgradita, che è in stretta dialettica con il nostro governo. Un governo che sta facendo una politica serva e scellerata, un governo di delinquenti politici e di fascisti».
I Disobbedienti, come per le azioni di domani, puntano sulla fantasia, non sulla violenza, anche se si augurano che «non ci siano provocazioni da parte delle forze dell'ordine». Per le iniziative a sorpresa si parla di blocchi stradali, come promette da Perugia il Campo antimperialista, mentre il programma delle azioni ufficiali, che culminerà con il corteo pomeridiano, è gia definito. La giornata della Roma anti-Bush venerdì si aprirà alle 9,30 a piazzale Aldo Moro, davanti all'università La Sapienza, con gli studenti riuniti contro la guerra. Alle 11, a Porta Maggiore, ci saranno il Comitato fermiamo la guerra Roma est e i Disobbedienti che saranno protagonisti anche alle 12 in piazza Vittorio. Alle 15 c'è il corteo nazionale che partirà da piazza della Repubblica coinvolgendo tutta la rete dei movimenti contro la guerra. Il percorso che si snoderà per via Cavour e via dei Fori Imperiali, toccherà anche piazza Venezia, eliminando qualsiasi alibi di zone rosse da conquistare, per arrivare a Porta San Paolo, dove ci sarà la messa in scena della costruzione e distruzione di una gabbia del carcere di Guantanamo e la teatralizzazione di violazioni di diritti civili. Anche alcuni attori, fra cui Paolo Rossi, si esibiranno in chiave comica contro il governo americano e quello italiano.
A sfilare ci sarà, con i Disobbedienti, tutto il variegato arcipelago pacifista dai Disobbedienti alla rete Lilliput, dal Global Project ai Cobas. E poi ancora Verdi, Prc, Pdci, Lista di Pietro-Occhetto. Dal centrosinistra si ripetono da giorni appelli a manifestare pacificamente, senza violenza e i Disobbedienti oggi, commentando la concessione di piazza Venezia al corteo hanno commentato: il governo «non avrà alibi per risuscitare la strategia della tensione».
Resta l'incognità delle azioni a sorpresa. All'insegna dello slogan «No war, no Bush» i Disobbedienti hanno rivolto infatti «un appello a tutte e tutti coloro che hanno attraversato i movimenti di questi anni a produrre nella giornata del 4 giugno forme di insubordinazione, di disobbedienza, azioni dirette contro la visita dell'Imperatore e del Signore della guerra».

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