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Girone B: Croazia, Inghilterra, Francia e Svizzera

Francia, Inghilterra, Croazia e Svizzera. Non male come qualità e come valore delle squadre componenti. Quello che viene indicato come il girone «di ferro» di Euro 2004, ha tutta l'aria di promettere emozioni e «suspance» fino all'ultimo. Certo, sulla carta i «Blues» di Jacques Santini hanno tutte le carte in regola per aggiudicarsi il primo posto nel raggruppamento, ma i sudditi della Regina non sembrano essere d'accordo. E poi non ci si scordi della Croazia, terza al mondiale francese di sei anni fa, figlia legittima del calcio slavo, da sempre serbatoio di talenti. La Svizzera, fra tanti vasi di ferro, non vorrà essere quello «di coccio», anche se sul piano dell'esperienza e del tasso tecnico rende un gap notevole alle tre avversarie.
Francesi favoriti, dunque. Li avevamo lasciati il 2 luglio di quattro anni fa, con David Trezeguet che si toglieva la maglia per la gioia, dopo aver assestato la mazzata decisiva all'Italia allenata da Dino Zoff. Un golden gol amarissimo per i nostri colori, messo a segno a Rotterdam, nella finale di Euro 2000. E' stato quello, forse, il picco più alto dell'espressione del calcio francese. Mondiali nel '98, Europei due anni dopo. Bottino eccellente. Soprattutto se paragonato con la nostra bacheca, ricca sì di successi, ma ormai «chiusa» dal lontano '82. E la successiva delusione dei mondiali nippo-coreani, conclusi per la Francia con l'eliminazione al primo turno, senza neanche lo straccio di un gol messo a segno, non sembra aver in qualche modo sminuito le velleità ed il valore dei transalpini.
Ecco perché ad Euro2004 la Francia si presenta come una delle favorite. Così come per gli azzurri, per i Blues l'obiettivo minimo è l'ingresso tra le prime quattro. La squadra in Portogallo si presenterà come un mix di esperienza e innovazione, con tanti «senatori», ma anche qualche giovane interessante. A «tirare il gruppo», ovviamente, ci saranno Zinedine Zidane e Thierry Henry, i due giocatori di maggior talento, in grado di far compiere il salto di categoria a qualsiasi squadra. I galletti fonderanno sul genio del madridista e della freccia dei «Gunners» tutte le loro speranze continentali. Accanto a loro i «vecchi» Barthez, Thuram, Desailly, Lizarazu, Vieira e Pires, ma anche gente del calibro di Makelele, Dacourt e Silvestre. Buone le possibilità di Rothen, rivelazione del Monaco vicecampione d'Europa, di recitare un ruolo da protagonista. Santini, se vogliamo, potrà avere qualche problema di tenuta della difesa, ma la zona nevralgica del campo ed il reparto avanzato promettono di far venire il mal di testa a qualsiasi tipo di avversario. I francesi dalla loro parte avranno la forte rinascita del calcio d'oltralpe a livello di club, finalista di Champions e in Coppa Uefa, e soprattutto una condizione mentale invidiabile, suffragata dall'ottima striscia vincente della nazionale nell'ultima stagione.
Problemi analoghi per Sven Goran Eriksson, che i grattacapi dovrebbe averli nel reparto arretrato del suo schieramento. Assente Rio Ferdinand per essersi rifiutato di sottoporsi ai controlli antidoping e col ginocchio malandato di Southgate, saranno sempre i fratelli Neville con Sol Campbell e Ashley Cole a tirare la carretta. A centrocampo la coppia Beckham-Scholes, per anni unita nel Manchester United, e sinonimo di garanzia, con le nuove leve Gerrard e Lampard che sanno unire quantità a qualità e potenza atletica. In attacco occhi puntati su Michael Owen, ex pallone d'oro e sul baby prodigio, Wayne Rooney. Buono, per completare il reparto, l'ariete Heskey.
Della Croazia si ricorda bene la nazionale di Trapattoni, sconfitta dagli slavi agli ultimi mondiali nippo-coreani. Ad Otto Baric, però, andrà il difficile compito di coagulare una nazionale da sempre costruita come un mosaico con giocatori militanti in diversi campionati nazionali sparsi per il vecchio continente e che quindi deve tenere in seria considerazione il problema dell'intesa. La Croazia, però, è squadra talentuosa, in grado di venir fouri bene da situazioni tecnico-tattiche difficili. Simic, Tudor, Zivkovic e Rapaic sono le nostre conoscenze dirette, l'attaccante Dado Prso, invece, la punta di diamante della squadra, dopo le belle prestazioni in Champions League, che lo hanno portato a diventare pezzo pregiato del prossimo mercato.
La Svizzera, infine, fara di tutto per non essere considerata la «Cenerentola» del gruppo. I giocatori di maggiore esperienza, convocati dal cittì Jakob Kuhn, sono il difensore Henchoz del Liverpool, il centrocampista Yakin dello Stoccarda e l'inossidabile Stephane Chapuisat, che dopo aver girovagato in Europa e tornato a casa e gioca nello Young Boys di Berna.

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