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Ballack, l'uomo che divide la critica

Michael Ballack rispetta da tempo la prima regola per un grande giocatore: avere dei critici. Per chi vive guardando la Bundesliga, discutere il centrocampista del Bayern Monaco è ormai uno sport nazionale, e lui si è decisamente scocciato: «Quello che sbaglia sono sempre io - ha detto a un quotidiano tedesco in una delle sue ormai rare interviste - quando le cose non sono andate bene. E tutte le volte mi sembra di dover subire polemiche infondate».
Nato il 26 settembre 1976 a Goerlitz, in quella che fu la Germania Est, per molti Ballack è comunque l'unica stella di livello mondiale del calcio tedesco. Un centrocampista completo - scriverebbero i suoi estimatori sotto la sua foto - che sa difendere e attaccare con uguale efficacia, usando entrambi i piedi. Piace molto anche a Rudy Voeller, per il quale è «un centrocampista che segna come un attaccante». Piace pure a Giovanni Trapattoni, che in un'intervista a un settimanale tedesco ha detto di essere un «fan di Ballack».
I numeri danno ragione a quel ragazzo che dopo l'esordio a 14 anni nel Chemnitzer ha scalato il gotha del calcio tedesco: quattro gol nelle qualificazioni agli Europei (miglior marcatore dei suoi), tre ai mondiali 2002, 17 in campionato e 6 in Champions League in quella fantastica stagione (anche se sfortunata per i risultati) 2001/2002 con il Bayer Leverkusen, prima di passare al Bayern Monaco. Insomma, ha fisico (1,89 per 80 chili) e piedi buoni. Ma anche cuore. Fu un suo gol contro la Corea del Sud ai mondiali del 2002 a spedire la Germania in finale, che lui poi saltò per squalifica, essendosi beccato un'ammonizione.
«Sapevo che rischiavo il cartellino giallo con quel fallo», spiegò poi, ma bisognava interrompere un contropiede della Corea altrimenti pericoloso: agli occhi dei tifosi fu come un sacrificio.
Ma non è l'unica impresa di Ballack. Sfogliando l'almanacco salta fuori pure una sua tripletta nello spareggio contro l'Ucraina, fondamentale per la qualificazione al Mondiale di Corea e Giappone. Il grande calcio lo conobbe con il Kaiserslautern, dove finì anche in panchina per bisticci con il tecnico, Otto Rehhagel. Nel '99 fu acquistato dal Bayer Leverkusen per 4,8 milioni di euro, e lì arrivò il timbro per essere uno dei migliori centrocampisti europei. Dal 2002, anno in cui fu eletto giocatore dell'anno in Germania, è al Bayern Monaco, dove è arrivato per 12,9 milioni di euro. Ora potrebbe lasciare la Germania, corteggiato da Real Madrid, Barcellona, Juventus e Chelsea: troverà critici anche all'estero.

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