Lunedì 17 Dicembre 2018 | 05:31

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Relazione Bankitalia - Dietro le quinte dell'assemblea: serenità ritrovata con Francesco Cossiga e grande feeling con Luca Cordero di Montezemolo

ROMA - Francesco Cossiga sotterra il piccone e dà il braccio ad Antonio Fazio: tra l'ex presidente della Repubblica e il governatore della Banca d'Italia è pace fatta. E' stato infatti proprio Cossiga, da anni assai critico con la vigilanza di Bankitalia, ad accompagnare Fazio nella sala gremita dai big della comunità economica e finanziaria, dove di lì a poco il numero uno di Palazzo Koch avrebbe letto le sue considerazioni finali. Una coppia inedita, che, dopo un botta e risposta durato più di due anni, sembra aver ritrovato l'intesa in occasione della dodicesima assemblea presieduta da Fazio.
La cerimonia del caffè, cui un tempo era solito presenziare prima dell'inizio della relazione anche l'Avvocato Gianni Agnelli, ha visto protagonista questa volta l'ex Capo dello Stato che in passato ha più volte attaccato Via Nazionale, per la scarsa vigilanza (come nel caso Parmalat) o per l'eccessiva intromissione nelle vicende finanziarie (dalle operazioni di fusione fino alle Generali). Un primo riavvicinamento c'era stato a febbraio scorso, quando Cossiga si schierò in difesa di Fazio iscritto dalla procura di Trani tra gli indagati nello scandalo di Banca 121. Oggi l'ufficialità del ritrovato accordo.
Ma l'uomo del giorno, salutato e accolto da tutti i presenti all'assemblea, è stato Luca Cordero di Montezemolo, in prima fila nel parterre, fresco di nomina alla presidenza della Fiat, e a soli cinque giorni dall'elezione in Confindustria. Gli occhi di giornalisti, dei fotografi e dei cineoperatori sono tutti per lui, quasi assalito all'entrata e all'uscita della sala dai complimenti e dagli auguri dei vip. Ed è all' "uomo nuovo" del Lingotto che si è rivolto lo stesso governatore, salutandolo personalmente prima di iniziare la sua relazione. Gli auguri personali a Montezemolo sono arrivati anche da Cesare Geronzi, presidente di Capitalia, seduto proprio alle sue spalle, in seconda fila, ma con accanto una sedia vuota, una delle poche nella sala stracolma. L'aspetto sicuro del nuovo presidente della Fiat contrastava con l'aria sperduta di John Elkann, 28nne vicepresidente del gruppo e pupillo della famiglia Agnelli, quasi smarrito tra la folla di Palazzo Koch.
Anche quest'anno alla corte del governatore si sono presentati tutti: banchieri, industriali, sindacalisti, politici e persino una suora, suor Enrica Rosanna, recentemente nominata ai vertici della curia romana. In prima fila proprio di fronte a Fazio, la poltrona del presidente Fiat-Confindustria, alla sua destra Pietro Larizza, presidente del Cnel, alla sua sinistra Luigi Grillo, presidente della commissione Lavori Pubblici di Palazzo Madama. E ancora, Francesco Cossiga, il commissario europeo Mario Monti, Riccardo Pedrizzi, presidente della commissione Finanze del Senato, Giovanni Maria Flick, giudice della Corte Costituzionale ed ex Guardasigilli, e Giuliano Vassalli, anche lui ex ministro della Giustizia e presidente emerito della Consulta. Sempre in prima fila, laterali, il presidente dell' Abi, Maurizio Sella e i presidenti delle Authority, Stefano Rodotà (Privacy), Giuseppe Tesauro (Antitrust) ed Enzo Cheli (Tlc).
In seconda linea, vicino al presidente di Capitalia il suo collega di Unicredito, Carlo Salvatori, e poi, sparsi nella sala, Cesare Romiti, Luigi Abete, Roberto Colaninno, Paolo Scaroni, Franco Carraro, Elio Catania e Giancarlo Cimoli, freschi di nomina alle Fs e all'Alitalia. Presenti anche il ragioniere generale dello Stato, Vittorio Grilli, e (seduto come da prassi accanto a Fazio) il direttore generale del tesoro, Domenico Siniscalco.
Di nuovo insieme, ma a debita distanza l'una dall'altro, l' ex presidente della Rai Lucia Annunziata e il direttore generale Flavio Cattaneo, uno dei primi ad abbandonare la sala al termine della relazione. Poche, pochissime, le donne presenti: oltre alla Annunziata, Fiorella Kostoris, Jonella Ligresti, Chiara Geronzi e Giuseppina Baffi, figlia dell'ex governatore.
La lettura di Fazio, sottolineata da più di un applauso, scorre liscia per oltre un'ora e mezza: dalle 10.45 (l'inizio è stato ritardato per l'insistenza dei fotografi che il governatore ha allontanato personalmente: «adesso basta, sennò mi accecate») alle 12.25. In sala qualche cenno di assenso qua e là e qualche commento come quello di Epifani, che si è rivolto a Pezzotta (Angeletti è lì accanto) quando Fazio ha invocato «un rinnovato rapporto di collaborazione tra le parti sociali».
Mila Onder

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