Martedì 11 Dicembre 2018 | 16:17

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Moige si preoccupa delle vittime del fumo passivo


ROMA - In Italia, secondo dati Istat, 15 milioni di persone convivono con almeno un fumatore, e 4 milioni sono bambini e oltre un milione e mezzo hanno meno di 4 anni. Serve quindi una maggiore attenzione a favore dei minori.
E' quanto sostiene Barbara Guerrini, pediatra e responsabile scientifica del Moige, il Movimento italiano genitori, associazione che in occasione della Giornata mondiale senza tabacco è presente con i suoi stand anche al convegno organizzato dall'Istituto superiore della Sanità.
«A questi piccoli fumatori passivi si aggiungono quelli che sono esposti al fumo già prima di venire al mondo: la metà delle donne infatti non rinuncia al vizio in gravidanza, nonostante il concreto rischio di aborto. Le future mamme sanno che fumare fa male - spiega la Guerrini - ma non sono abbastanza consapevoli dei rischi a cui espongono i loro figli: elevata predisposizione a sviluppare malattie respiratorie, maggior rischio di morte in culla, nascita prematura o sotto peso e ridotta circonferenza cranica».
Preoccupante - aggiunge l'esponente del Moige - è anche la diffusione del fumo tra i minori: fuma ormai un adolescente italiano su tre e la prima sigaretta si accende già ad 11 anni. «Tre ragazzi su quattro sono convinti, a torto, che smettere sia facile e che una sigaretta ogni tanto non induca dipendenza, quando invece è la stessa Oms a dire che nei minori la dipendenza si instaura con enorme velocità». Sul tema del fumo il Moige ha in corso due campagne di prevenzione: una per le donne in gravidanza, che comprende tra l'altro il numero verde 800.933323 per informazioni e il sito www.fumoemmamma.it, e la seconda, che sta compiendo il suo percorso itinerante per le scuole italiane, contro il fumo minorile. Nell'ambito di questa è stato attivato il sito www.lasciailfumoalcapolinea.it, dal quale i genitori possono prendere spunto per spiegare ai figli, in modo scientificamente corretto ma semplice, i danni della sigaretta.
«L'impegno delle associazioni però da solo non può bastare - conclude la Guerrini - è necessario che anche la scuola introduca programmi di prevenzione e che si imponga il rispetto delle norme, spesso disattese, tra cui il divieto di vendita delle sigarette ai minori e i divieti di fumo».

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