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L'Italia piange l'«uomo discreto»

TORINO - Ci sono volute più quattro pagine della «Stampa» e più di una del «Corriere della Sera» per raccogliere tutti i necrologi giunti dall'Italia e dall'estero per la scomparsa di Umberto Agnelli. Un elenco lunghissimo, che comprende politici, capitani d' industria, dirigenti sportivi, associazioni e amici, come era già successo in occasione della morte del fratello Giovanni.
Sul giornale di famiglia (che esce listato a lutto) e sul più diffuso quotidiano italiano (nel quale gli Agnelli hanno un ruolo importante) c'è chi ricorda le qualità umane e professionali del presidente della Fiat, chi si dice interprete del dolore di intere categorie e chi - come i rappresentanti delle istituzioni cittadine - nel sottolineare l'impegno profuso dal «Dottore» per rilanciare l'azienda automobilistica non riesce a non rievocare le inquietudini per il futuro di Torino.
Sono però all'insegna della sobrietà e della compostezza tutti i necrologi fatti pubblicare dai componenti della famiglia. La lista si apre così: «E' mancato Umberto Agnelli. Ne danno il triste annuncio la moglie Allegra Caracciolo di Castagneto con i figli Andrea e Anna». Seguono, ritualmente, la data e il luogo: Fiano, il paesino della provincia di Torino sotto la cui competenza ricade la villa dei Roveri dove è morto Umberto. Quindi le informazioni sulla camera ardente e la richiesta di non inviare fiori, ma «eventuali contributi» alla Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro. La sequenza continua con la cognata Marella, vedova di Gianni Agnelli, e con le sorelle Clara, Suni, Maria Sole e Cristiana, unite ai rispettivi familiari.
Finanza, industria ma anche sport si intrecciano nell'esprimere cordoglio e solidarietà agli Agnelli . Il premier Silvio Berlusconi, sul «Corriere», interviene in qualità di presidente del Milan con «i vicepresidenti Paolo Berlusconi e Adriano Galliani». Se Gianni era l' Avvocato, Umberto è il «Dottore» (il «Doc», per i conti di Grazzano Visconti). Ma per la Juventus è stato anche un «indimenticabile presidente» capace di rendere il club bianconero «protagonista non solo nel mondo del calcio». Il mondo dello sport è anche presente con l'ex giocatore e ex presidente della Juventus, Gianpiero Boniperti, con l'Inter e il Torino.
Per il gruppo dei Dirigenti Fiat era «una persona di non comune senso di responsabilità e di grande umanità», per la Fondazione Giovanni Agnelli una «guida illuminata». Il sindaco di Torino, Sergio Chiamparino, insieme a giunta e consiglio comunale sottolinea il suo «grande coraggio» nell'affrontare le vicissitudini societarie, il presidente della regione, Enzo Ghigo, la sua capacità di «assumere decisioni importanti».
Nel complesso, anche se Umberto Agnelli è stato senatore della Repubblica, di politica ne compare poca. C'è il parlamentare Bruno Tabacci, che si presenta come «presidente della commissione attività produttive della Camera». C'è il ministro per i beni culturali Giuliani Urbani, che rammenta i «trent'anni di sincera amicizia» che lo hanno legato a Umberto, ci sono Francesco Rutelli, Francesco Cossiga, Ignazio La Russa.
E' un succedersi di istituzioni pubbliche (la Banca d'Italia, il Cnel), di grandi aziende private (gli alleati della Gm, la Bmw, la Piaggio, la Benetton, la Suzuki, la Fininvest), di operatori culturali (Luiss, Einaudi, Adelphi, Fiera del Libro), di vip che vogliono comparire come gente comune, da «Marco e Afef Tronchetti Provera», a Gianmarco e Letizia Moratti, da Michele Ferrero a Carlo De Benedetti, che dice di aver attraversato con Umberto «un percorso parallelo di vita», da Marina Berlusconi a Vittorio Cecchi Gori. E poi ci sono i messaggi provenienti da ditte più piccole o comunque meno conosciute, come la F.lli Rinaldi srl, e l'affetto dei «titolari e maestranze della falegnameria Tesio di Carmagnola». Singolare il necrologio dei Ds di Nichelino che gli dedicano «l'abbraccio di migliaia di lavoratrici e lavoratori».

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