Martedì 11 Dicembre 2018 | 14:45

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Torture in Iraq - Presto condanne per altri aguzzini Usa

WASHINGTON - Altri cinque torturatori del carcere di Abu Ghraib stanno per essere incriminati dalle autorità americane mentre si moltiplicano le richieste di un'indagine condotta da inquirenti esterni al Pentagono.
Nuovi dettagli sono emersi sull'atmosfera di alta indisciplina tra i militari del carcere: soldati con i piedi sulla scrivania al passaggio di generali, soldatesse punite perchè dormivano con i colleghi, risposte arroganti ai superiori. Il New York Times rivela oggi che le torture e le umiliazioni inflitte ai prigionieri hanno dato scarsi risultati sul piano delle informazioni: nelle stanze degli orrori di Abu Ghraib sono state strappate ben pochi elementi utili.
Finora sono stati incriminati solo sette membri della polizia militare per gli abusi e le umiliazioni sessuali inflitte ai detenuti iracheni. Ma gli inquirenti militari, esaminando migliaia di foto scattatete dagli stessi torturatori nel carcere, sono riusciti ad identificare altre cinque persone, rivela oggi il quotidiano Usa Today.
Si tratta di membri dell'intelligence militare, di agenti di sicurezza privati, di militari con cani (che venivano aizzati contro i detenuti). Nessuna delle persone identificate nelle foto ha un'alta carica militare. I membri della polizia militare sinora incriminati sostengono di avere eseguito gli ordini ricevuti dai superiori.
Ma molti esperti dubitano che le numerose inchieste lanciate dal Pentagono dopo la rivelazione degli abusi possano identificare responsabilità ai livelli più alti della catena di comando se non saranno affidate a inquirenti esterni.
Finora tutte le indagini del Pentagono si sono infatti concentrate sui ranghi più bassi in linea con la convinzione del presidente George Bush che gli abusi di Abu Ghraib siano incidenti isolati da attribuire ad un piccolo gruppo di soldati.
L'inchiesta iniziale scattata in gennaio, affidata al generale Antonio Taguba, era concentrata sulla Brigata 800 della Polizia Militare assegnata a Abu Ghraib. In febbraio l'ispettore generale dell'esercito, generale Paul Mikolashek, ha ordinato una revisione delle norme e delle tecniche di addestramento del personale dei centri di detenzione militari.
In marzo, sempre nell'esercito, è scattata una revisione dei metodi di addestramento dei riservisti della polizia militare e del personale dell'intelligence. In aprile il generale George Fay ha avviato una indagine sul ruolo dell'intelligence militare negli abusi di Abi Ghraib.
Il mese dopo l'ispettore generale della marina militare, ammiraglio Albert Church, ha cominciato ad esaminare le operazioni in due centri di detenzione che ospitano sospetti terroristi: quelli di Guantanamo Bay (a Cuba) e il carcere militare di Charleston (nella Carolina del Sud).
Alcuni giorni fa il ministro della difesa Donald Rumsfeld ha nominato una commissione di quattro esponenti (compresi i due ex ministri della difesa James Schlesinger e Harold Brown) perchè lo aiuti ad individuare misure per impedire il ripetersi di vicende come quella di Abu Ghraib.
«Dubito molto che il Pentagono possa indagare se stesso, perchè esiste una possibilità che sia stato lo stesso ministro della difesa ad autorizzare certe azioni - ha affermato l'ex generale Wayne Downing - Questa è una vicenda dove si sente il bisogno di una inchiesta esterna col potere di indagare a tutti i livelli, nessuno escluso».
Nuovo dettagli, rivelati oggi dal New York Times, mostrano un'atmosfera di totale indisciplina nel carcere, stile film Mash, con scarso rispetto per le gerarchie: durante una visita del generale Geoffrey Miller alcuni soldati continuarono a tenere i piedi sulle scrivanie.
La soldatessa Lynndie England, quella dell'iracheno al guinzaglio, era stata invitata più volte a non trascorrere la notte nella brandina del collega Clarles Graner. Ma continuava a violare gli ordini. Al sergente che l'aveva convocata nel suo ufficio per discutere la cosa aveva risposto: «Non ho tempo».
Multata e degradata (da specialista a soldato semplice) per la sua ostinazione nel non voler dormire da sola, la ragazza aveva chiesto a Graner di recarsi lui nella brandina di lei. Alle richieste dei superiori di dormire al suo posto, Graner aveva risposto: «Potete baciarmi il sedere».
Le autorità militari americane hanno manifestato l'intenzione di lasciare dal mese di agosto la gestione del carcere di Abu Ghraib alle forze di sicurezza irachene, dopo aver trasferito gli attuali prigionieri nel sud-est dell'Iraq.
Cristiano Del Riccio

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