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«Vogliamo chiudere la stagione dei dissidi»

Tra le strategie del nuovo presidente di Confindustria il riuscire a portare il made in Italy a conquistare il mondo e per vincere le nostre imprese devono «innovare, innovare, innovare»
ROMA - «Vogliamo, credo tutti insieme, chiudere la stagione dei dissidi e delle incomprensioni. Una stagione che non ci appartiene». Lo ha detto il presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, nel suo discorso di insediamento.
«Noi, come parti sociali - ha proseguito - veniamo da una stagione lunga di concertazione che ha dato grandi frutti, ma ha generato anche talune incomprensioni. Noi intendiamo partire dai primi». Montezemolo ha quindi ringraziato i sindacati «per quello che hanno detto all'indomani della mia designazione. Lo considero come la testimonianza di un desiderio sincero di confronto e l'invito a riannodare i fili del dialogo».

Tra le strategie del nuovo presidente il riuscire a portare il made in Italy a conquistare il mondo e per vincere le nostre imprese devono «innovare, innovare, innovare»

«Noi dobbiamo portare il marchio Italia nel mondo» e al tempo stesso difenderlo. Ha spiegato Montezemolo nella sua relazione in assemblea.
«Occorre vendere all'estero non solo i nostri prodotti - ha aggiunto - ma l'intera filiera, affinché la qualità si trasformi in valore riconosciuto dal mercato attraverso marchi e certificazione, per evitare di competere solo sul prezzo. Certo - ha detto riferendosi alla Cina e alla concorrenza dei paesi asiatici - dobbiamo difendere i nostri diritti e dobbiamo imporre il rispetto delle regole internazionali: su questo saremo inflessibili ed esploreremo tutte le vie necessarie».

«Innovazione, innovazione, innovazione». E' la formula vincente per il neo presidente di Confindustria sottolineata alle aziende italiane, «da Ragusa a Trento, dall' agricoltura all' elettronica, dai giovani agli anziani, dai letterati agli ingegneri, dal professionista al pubblico ufficiale».
L'innovazione è «il primo passo» che le imprese devono fare per uscire dalla stagnazione. «La concorrenza - ricorda Montezemolo - si batte solo se si sa innovare». E l' innovazione «è anche rischio e investimento, in persone e in mezzi». Serve così che le imprese «coinvolgano cervelli giovani, orientati alla ricerca, avidi di conoscenze, desiderosi di sperimentare». «Troppi pochi laureati sono impiegati nelle nostre aziende. Troppo pochi giovani scelgono gli studi scientifici. La bolla speculativa degli anni '90 ha avuto, tra gli altri, anche l' effetto di distogliere molti imprenditori a troppi giovani dalla fatica della produzione per tentare la via facile della finanza. Abbiamo visto come è andata a finire».

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