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Totti alla ricerca di un posto nella storia

Francesco TottiUn posto tra le stelle: è quello che Francesco Totti, il Valentino Mazzola azzurro del terzo millennio, cerca in Portogallo. Leader indiscusso della nazionale italiana, anche in occasione dell'Europeo 2004 tutti sono pronti ad assicurare che il numero 10 sia arrivato alla giusta maturazione per cogliere vittorie e allori degni della sua classe. Poco fa che analoga rassicurazione fosse arrivata due anni fa, alla vigilia del mondiale nippocoreano. «Voglio Europeo e Pallone d'oro», il proclama non da poco di Totti. Paradossalmente, il palcoscenico di Euro 2004 è perfino più affollato di campioni di quanto non fosse la corsa mondiale di due anni fa, lì dove la mondializzazione voluta dalla Fifa metteva sullo stesso piano Zidane o Ronaldo con un De La Rua qualsiasi. Alla rassegna europea, invece, la frequenza di stelle assomiglia al cielo di una notte d'agosto: Zizou naturalmente, ma poi anche Henry, Raul, Beckham, Figo, e poi Ibrahimovic, Van Nistelrooy, Nedved, Trezeguet.
Ai titoli di un parterre luminoso, Totti finora oppone numeri modesti: uno scudetto vinto con la Roma, una finale d'Europeo persa contro la Francia, 98 gol in serie A e 6 in nazionale. Poca cosa, tutto sommato, rispetto a doti naturali e unanimemente riconosciute. «Se Trapattoni dice che giocherò dove sono meno sacrificato, vuol dire che sarò più vicino alla porta: e mi divertirò di più», dice il numero 10. E paradossalmente la sua ossessione per il Pallone d'Oro diventa veicolo di possibile gloria anche per il calcio italiano, pronto a riconoscere nella esplosiva creatività del suo figlio più amato dimensioni di campioni senza tempo, ma costretto a guardare indietro - fino a Roberto Baggio - per trovare un fuoriclasse azzurro riconosciuto come tale anche fuori dai confini nazionali. Insomma, tanto - se non tutto - è stato fatto per mettere Totti a suo agio, nelle condizioni per dare il meglio di sé: dal nuovo modulo, alla presenza nello staff del preparatore fisico personale. «Sì, sono al bivio della mia carriera. E so dove voglio andare». L'Italia del calcio è pronta a seguirlo.

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