Giovedì 13 Dicembre 2018 | 10:32

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La maledizione della corsa rosa

Ma non è stato trovato nulla di illecito
BRUNICO (BOLZANO) - Prima dell'alba il Giro d'Italia 2004, una corsa bellissima che ha scoperto facce nuove e lanciato il dualismo tra il vecchio campione Gilberto Simoni ed il suo delfino Damiano Cunego, ha ritrovato una maledizione antica: quella del doping. Il solito blitz: otto corridori di sei squadre chiamati ad aprire la porta delle loro camere attorno alle 4,30 per una perquisizione mirata. In contemporanea, altri carabinieri bussavano alle porte delle loro abitazioni.
L'operazione non riguardava, stavolta, solo il ciclismo. 138 gli indagati, tutti in qualche modo collegati con il dottor Santuccione, noto preparatore.
Gli agenti che si sono presentati negli alberghi di Saeco, Fassa Bortolo, Domina Vacanze, Acqua e Sapone, Vini Caldirola e Formaggi Pinzolo eseguivano una piccola parte di una gigantesca operazione scattata in tutta Italia.
Non è stato trovato nulla di illecito nelle perquisizioni al Giro. Ma lo choc c'è lo stesso. Il primo blitz risale al 1997, anche allora nelle Dolomiti: all'alba arrivarono i carabinieri nell'albergo della Mg-Technogym, diretta da Giancarlo Ferretti. Da allora il ciclismo è stato bersagliato dalla maledizione del doping. Nel 1998 fu il Tour a tremare per lo scandalo Festina: le perquisizioni e gli arresti in corsa portarono allo sciopero dei corridori e a precipitosi ritiri. Rodolfo Massi venne portato via in manette, aveva la maglia a pois di miglior scalatore.
Nel 2001 toccò di nuovo al Giro, ma in grande stile: perquisizioni e sequestri in tutti gli alberghi a Sanremo. E il 2002 fu uno stillicidio: corridori arrestati, altri in fuga per evitare le manette, e casi di positività tanto eccellenti (Stefano Garzelli, fermato per la presenza di un diuretico nelle urine) quanto infondati (Gilberto Simoni fu escluso dalla corsa, poi venne scagionato sia dal giudice sportivo sia dal giudice penale: era risultato positivo alla cocaina a causa di alcune caramelle boliviane che gli erano state regalate da una zia).
Quest'anno il clima della corsa rosa sembrava diverso. La maledizione del doping ha colpito ancora, anche se l'inchiesta stavolta non riguarda solo il ciclismo, c'è anche l'atletica leggera. La vetrina che fa clamore però è sempre quella del Giro d'Italia.

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