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Rimossi la generalessa Karpinsky ed il generale Sanchez

WASHINGTON - Sarà abbattuto il carcere di Abu Ghraib, saranno rimossi dai loro incarichi i generali Janis Karpinski e Ricardo Sanchez, gli esponenti del Pentagono più esposti dallo scandalo.
La Casa Bianca si è affrettata a sottolineare oggi che la decisione di trasferire il generale Sanchez dal comando delle truppe americane in Iraq era prevista da tempo. «Rick Sanchez ha fatto un lavoro favoloso», ha detto oggi il presidente George Bush.
Ma i tempi della decisione, non ancora annunciata ufficialmente, lasciano pochi dubbi: la carriera di Sanchez è stata ferita mortalmente dalla vicenda degli abusi fisici e delle umiliazioni sessuali inflitte ai detenuti iracheni di Abu Ghraib.
Cade nel fango anche la carriera di Janis Karpinski, la generalessa responsabile dei sedici carceri creati dagli americani in Iraq e della famigerata Brigata 800 della Polizia Militare protagonista degli abusi peggiori.
Sette membri di basso rango della brigata sono stati incriminati per le torture di Abu Ghraib (uno è stato già condannato ad un anno di carcere). L'inchiesta del Pentagono sugli abusi ha indicato responsabilità pesanti della Karpisnki, colpevole di non avere esercitato la dovuta supervisione e di avere permesso, in particolare, che il controllo del carcere fosse assunto dall'intelligence militare.
Il rapporto del generale Antonio Taguba raccomandava la sua sospensione dall'incarico e una punizione. Il Pentagono ha comunicato alla Karpisnki che la sua sospensione dal comando della 800ª Brigata è diventata definitiva in attesa del risultato delle nuove indagini in corso.
La donna, che ha lanciato in passato accuse pesanti al generale Sanchez (lasciando intendere che anche lui era al corrente di quanto stava accadendo nella prigione), si difende in modo battagliero. Non vuole diventare il "capro espiatorio" della vicenda.
«Vogliono far vedere che tutti gli ufficiali coinvolti nella vicenda di Abu Ghraib sono stati sospesi - ha dichiarato la Karpisnki -. Sono molto arrabbiata perché si tratta di un atteggiamento molto ingiusto che non fa distinzioni di alcun tipo sulle responsabilità».
La donna sostiene di essere a sua volta una vittima dello scandalo: non aveva le risorse sufficienti, nonostante le avesse chieste più volte, per garantire la supervisione di tutte le carceri americane create in Iraq. La Karpinski non ha ricevuto per il momento alcuna incriminazione. Ma la sua carriera appare finita.
Più sfumata la posizione di Sanchez. Fino a pochi giorni si parlava di una promozione a generale a quattro stelle e di un incarico di prestigio al Comando Centrale per tutta l'area del Centro e Sud America.
Ma il fango dello scandalo sembra essersi attaccato adesso anche sul curriculum, finora impeccabile, del generale. Al Pentagono si fa notare che i comandanti americani non vengono tenuti per più di un anno in prima linea e che quindi una rotazione estiva di Sanchez era già nelle carte. Ma resta da vedere quale sarà il prossimo incarico del generale.
Dopo il 30 giugno dovrebbe scattare una nuova struttura di comando in Iraq che vedrà un generale americano a quattro stelle con responsabilità totale del Paese, ma con funzioni soprattutto riguardanti la situazione politica e la ricostruzione dell'Iraq mentre spetterà ad un altro generale (a tre stelle) seguire nel dettaglio le operazioni militari quotidiane.
Un'accusa che viene fatta a Sanchez, oltre alla vicenda di Abu Ghraib, è di non essere riuscito a mettere in luce pienamente le sue qualità di comandante militare, orbitando spesso nell'ombra del carismatico proconsole Usa in Iraq Paul Bremer.

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