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Il discorso di Bush

WASHINGTON - Mezz'ora per leggere un testo «ripassato» due volte insieme ai suoi più stretti collaboratori: tanto è durato il discorso alla Scuola di Guerra dell'esercito, a Carlisle (Pennsylvania), in cui George W. Bush ha illustrato agli americani la sua strategia per la transizione irachena.
Ecco i passaggi salienti dell'intervento del presidente americano, trasmesso in diretta solo dai canali «all-news» nella fascia di massimo ascolto:

«La crescita di un Iraq libero e indipendente toglierà ai terroristi una base operativa, screditerà la loro pericolosa ideologia e darà una spinta ai riformatori nella regione.
Sarà un colpo decisivo al terrorismo, al cuore del suo potere, e una vittoria per la sicurezza dell'America e del mondo civilizzato».

«Sono cinque i passi della nostra strategia per aiutare l'Iraq a diventare un Paese democratico e libero: cedere la sovranità a un governo iracheno sovrano; eliminare le minacce alla sicurezza; continuare la ricostruzione a partire dalle infrastrutture; incoraggiare il supporto internazionale; e favorire le libere elezioni che porteranno al governo nuovi leader riconosciuti dal popolo iracheno».

«Il 30 giugno, l'Autorità Provvisoria della Coalizione cesserà d'esistere e non sarà sostituita; l'occupazione terminerà e gli iracheni prenderanno in mano le loro sorti...
L'America continuerà a fornire tecnici che aiuteranno i ministri iracheni, i quali però faranno capo al nuovo primo ministro dell'Iraq».

«L'inviato speciale dell'Onu, Lakhdar Brahimi, si sta consultando con tutte le forze irachene per scegliere la composizione del governo ad interim; e l'intenzione di Brahimi è quella di rendere nota la lista questa settimana».

«Un premier e due vice, insieme a 26 ministri saranno il team di governo, con deleghe dalla Sanità alla Giustizia e alla Difesa; il nuovo governo sarà affiancato da un organo consultivo che rifletterà le diversità della società irachena e sarà scelto dagli iracheni. Il governo provvisorio eserciterà la sua piena sovranità fino a quando non ci saranno le elezioni».

«I nostri comandanti ritengono che un livello militare di 115.000 uomini sarebbe sufficiente in questa fase del conflitto. Ma considerato il recente aumento della violenza, manterremo l'esercito agli attuali 138.000 uomini fino a quando sarà necessario».

«La polizia militare irachena ha cominciato ad assumersi crescenti responsabilità. Alla fine, dovranno essere loro il principale baluardo della difesa, mentre l'America e la coalizione arretrerà... Dopo il 30 giugno, gli americani e gli altri eserciti avranno ancora importanti doveri. Le truppe americane in Iraq continueranno ad operare sotto il comando degli Stati Uniti all'interno di una forza multinazionale di pace autorizzata dalle Nazioni Unite».

«Sotto il regime, prigioni come Abu Ghraib erano simboli di morte e tortura. Lo stesso carcere è diventato il simbolo della spregevole condotta di alcuni soldati che hanno infangato la nostra nazione e offeso i nostri valori. L'America si farà carico della costruzione di una nuova prigione di massima sicurezza. E quando sarà completata, vi saranno spostati i detenuti di Abu Ghraib. A quel punto, con il 'via liberà del governo iracheno, demoliremo la prigione di Abu Ghraib come prova simbolica del nuovo inizio iracheno».

«Oggi gli Stati Uniti e la Gran Bretagna hanno presentato una nuova risoluzione in Consiglio di Sicurezza per aiutare la transizione irachena.... Nonostante i passati disaccordi, molte nazioni hanno assicurato pieno appoggio al successo di un Iraq libero, sono fiducioso che condivideranno la responsabilità per arrivare al successo».

«Il quinto e il più importante passo è quello di condurre l'Iraq verso libere elezioni, da tenersi non più tardi del prossimo gennaio... In quel voto, gli iracheni sceglieranno un'assemblea costituente, la prima liberamente eletta... che durerà una legislatura e sceglierà un governo transitorio con potere esecutivi. La Costituente definirà la nuova Costituzione, che sarà sottoposta a referendum per l'autunno del 2005. E con questa nuova Costituzione, l'Iraq potrà eleggere un governo permanente entro la fine del prossimo anno».

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