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Cipro: l'identità europea

Dal luglio del 1974, da quando, cioè, il 37 % del territorio dell'isola fu invaso dalle truppe turche, Cipro (questo il sito ufficiale dello Stato) è politicamente separata. Rigettata con il referendum dello scorso 24 aprile la soluzione di Kofi Annan per la riunificazione delle due zone (la percentuale dei "no" in Cipro Sud è stata schiacciante), la sola nazione meridionale da maggio è entrata a far parte della Comunità Europea, assieme a Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Slovenia, Malta, Estonia, Lettonia, Lituania e Slovacchia.
Uno sguardo alla carta geografica ci dice che l'isola è per ora la terra più a Est della nostra compagine politico-economica, dirimpettaia di Siria e Libano, e che, anzi, la vicinanza all'Asia ed all'Africa è più fisicamente marcata dell'appartenenza all'Europa.
Solo dopo 3.500 anni di storia Cipro conquistò l'indipendenza nel 1960; ora motivi politici e militari, mutatis mutandis gli stessi che nei millenni della sua storia ne hanno fatto base strategica per tutti coloro che vi sono approdati e rimasti (a cominciare dai Fenici per finire con gl'Inglesi nel 1960), hanno determinato l'accoglienza della sua domanda d'ingresso nell'Unione. Ma, a parte questi motivi, di stringente attualità dato il ruolo che il Medioriente ha rispetto ai conflitti internazionali, si è andati alla ricerca delle più profonde ragioni culturali che possono aver influito sul riconoscimento dei caratteri comuni dell'Europa in terra cipriota.
La lingua. Per chi ha seguito gli studi classici, la visita a Cipro sarà come un ritorno a casa: i caratteri greci, accompagnati dalla versione in inglese, campeggiano sulle insegne dei negozi e sulle indicazioni stradali ed è bello nel decifrarli scoprire che rinviano agli stessi significati appresi con le letture liceali. Alla radio le canzoni melodiche hanno come musica il medesimo sirtaki che si ascolta viaggiando anche in Grecia.
La lingua ufficiale dei Ciprioti è il greco di Atene, pur essendoci un dialetto locale che sta al greco come i nostri dialetti all'italiano. Non si può definire la lingua parlata qui una lingua neolatina semplicemente perché - nonostante la conquista romana - così com'è accaduto nella penisola ellenica, la lingua fatta dei caratteri greci e la cultura greca sono state mantenute. I fatti storici principali che hanno determinato la persistenza delle radici sono innanzitutto la koinè linguistica voluta da Alessandro il Grande nel periodo ellenistico (furono i suoi successori a conquistare l'isola), il rispetto espresso dai Romani per le tradizioni culturali di una terra di cui si sentivano figli, e l'appartenenza all'Impero Bizantino che enfatizzò i caratteri autonomi dell'Impero d'Oriente rispetto all'Occidente Cattolico.
La cultura classica. La mitologia, tramandata con i nomi originali dei poeti epici greci dell'VIII secolo a. C., Omero ed Esiodo, è vivissima nel presente dei Ciprioti. Stupisce subito, infatti, che gli abitanti dell'isola raccontino innanzitutto di Afrodite come se fosse una creatura realmente esistita, conducendo il visitatore laddove ella sorse dalle spume del mare a Petra tou Romiou a Sud, o facendogli visitare a Nord, nella splendida penisola rocciosa dell'Akamas, la sorgente detta appunto Bagni di Afrodite, in cui la dea si rinfrescava dopo le fatiche amorose. Venere Cipro
Gli straordinari estesi mosaici della Casa di Dioniso a Pafos, a Sud dell'isola, raccontano le storie fantastiche degli dei con dovizia di attributi iconografici, che le guide decifrano con vivezza e colore, come se si trattasse di storia recente. I templi ed i teatri greco-romani puntellano tutta l'isola e si ha l'impressione di riconoscere tra paesaggi e resti archeologici i percorsi magno-greci dell'Italia del Sud e della Sicilia.
Probabilmente gli Europei del Nord, ed in particolar modo gl'Inglesi che dominarono Cipro fra il 1878 ed il 1960, venendo qui erano ben consapevoli d'incontrare nell'isola le vestigia della grecità. Gl'Italiani lo stanno scoprendo negl'ultimi tempi, grazie ad una vasta campagna di stampa avviata dall'Organizzazione per il Turismo di Cipro. Oltre ai siti archeologici della penisola ellenica, di Creta e dell'Asia Minore, è infatti necessario che pure Cipro sia riconosciuta una meta di primaria importanza per la conoscenza delle radici greche della cultura italiana.
La cultura cristiana. Le radici cristiane dell'Europa, che saranno probabilmente evidenziate dalla nuova costituzione della Comunità, sono ben salde a Cipro, che, interessata dalla predicazione dei Santi Paolo, Barnaba e Marco nel I secolo, fu fra le prime terre a convertirsi alla nuova religione. Il segno più eccezionale di quell'antica presenza cristiana è la tomba di San Lazzaro a Larnaka. L'amico di Gesù, infatti, dopo il risveglio dalla morte per il miracoloso intervento di Cristo, visse qui per altri 30 anni e fu ordinato vescovo da Barnaba e Marco ed a Larnaka definitivamente sepolto. La chiesa che ancor oggi ne contiene le spoglie fu fatta costruire dall'imperatore bizantino Leone VI.
Ben più cospicua è oggi la presenza di chiese e monasteri ortodossi, dato che il culto cattolico è riservato ad una minoranza. Nella parte meridionale dell'isola una tra le testimonianze meglio conservate di questa cultura è la chiesa di Santa Paraskevi a Geroskipou, un piccolo centro a poca distanza da Pafos. La chiesa, dedicata ad una delle prime martiri cristiane invocata da chi soffre di malattie della vista (per il particolare martirio a cui fu sottoposta a somiglianza della nostra Santa Lucia e rappresentata allo stesso modo), è del IX secolo; rustica all'esterno come tutte le chiese bizantine, è un tripudio di affreschi datati fra il IX ed il XVI secolo all'interno, affresco Cipro affreschi che raccontano le storie di Cristo e della Vergine.
La religiosità dei Ciprioti è permeata dalla grande spiritualità del culto ortodosso: le icone dei santi davanti a cui ci si segna, l'iconostasi con il Crocifisso, la Vergine e San Giovanni, gli affreschi alle pareti che illustrano gli episodi evangelici, le lunghe celebrazioni cantilenanti con le nuvole d'incenso che si levano in alto, i sontuosi paramenti degli officianti, gli ex voto in cera o in argento… sono le componenti di una religiosità ben viva, segno di un dialogo mai interrotto con il sacro.
Un dialogo spirituale che dal profondo Sud dell'Europa, Cipro, con l'ingresso nella Comunità, avrà certo modo di proporre al continente secolarizzato.
Giusy Petruzzelli

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