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Le intercettazioni

NAPOLI - Gli indizi a carico di Bettarini sono rappresentati da alcune intercettazioni telefoniche tra indagati in cui si fa riferimento a lui come «il bello». A spiegare agli inquirenti che con tale espressione ci si riferiva al calciatore della Sampdoria è stato, nel corso dell' interrogatorio svolto nei giorni scorsi, Salvatore Ambrosino, centrocampista del Grosseto, già coinvolto nell'inchiesta. Altri indizi sono costituiti dai tabulati dei cellulari di Antonio Marasco, del Modena, destinatario di un avviso emesso oggi, e di Bettarini dai quali emergono numerose telefonate tra i due (che hanno militato insieme nel Venezia). Tali conversazioni, dagli elementi acquisiti, inducono i magistrati a ritenere che l'argomento sia stato il tentativo di condizionamento dei risultati di alcune partite.
Una delle telefonate in cui si fa riferimento a Bettarini è del 17 aprile scorso (ore 23,16) quando Salvatore Ambrosino parla con Luigi Saracino, «Gigino». Ambrosino dice a Saracino di riferire a Marasco (chiamato il «parente") che il giorno dopo deve chiamare il «bello» che «ha sempre la speranza della coppa Uefa e ci rompe le pal...». Nella telefonata, sottolineano gli inquirenti, si allude alla partita Modena-Sampdoria (terminata 1-0) che si sarebbe dovuta giocare la settimana successiva.
Va premesso che, come ha spiegato Ambrosino ai pm Beatrice e Narducci, nelle conversazioni si usano espressioni in codice per definire il risultato di parità (centro), la vittoria in trasferta (periferia) e la vittoria della squadra di casa (il primo). Salvatore Ambrosino dice a Saracino che, a sua volta, deve riferire al «parente» (Antonio Marasco) che l'indomani dovrà chiamare «il bello». Saracino poi dice di aver appreso da Marasco che il Modena pareggerà con la Sampdoria. «Noi facciamo centro con il bello perchè il bello ha sempre la speranza della coppa Uefa e ci rompe le pal...» afferma Saracino alludendo al fatto - spiegano i pm - che almeno al 17 aprile non era possibile sperare che la Sampdoria regalasse una vittoria al Modena per la speranza del piazzamento Uefa, in ragione della quale gli accordi non sembravano facili da raggiungere. Saracino poi dice che nella peggiore delle ipotesi - sottolineano i pm - comunque sarebbe stato definito un pareggio e che in ogni caso poteva esserci la possibilità che con il «bello» si stipulasse un accordo per regalare la vittoria al Modena. Secondo Saracino - proseguono i magistrati - restava certo che Marasco stava lavorando per il pareggio. Dagli accertamenti è emerso che Marasco ha contattato la sera del 18 aprile l'utenza del cellulare di Bettarini. «Si tratta dunque - commentano gli inquirenti - proprio della telefonata che Ambrosino aveva detto a Saracino che Marasco avrebbe dovuto fare al 'bellò».
Il 19 alla domanda di Ambrosino su cosa dice il «bello», Marasco dice che «è un casino» e che pure il Modena si è messo in una situazione critica e che è costretto a vincere tre partite su quattro. Ma quelli del Modena, aggiunge «non si vogliono muovere, dormono, non sono neppure interessati alla propria situazione critica» e in sostanza vogliono retrocedere. La sera del 23 aprile viene intercettata un'altra telefonata tra Ambrosino e Saracino da dove «si comprende come gli accordi volti a condizionare il risultato della partita Modena-Sampdoria siano in fase di definizione». Saracino comunica all'amico che l'indomani mattina «si muovono proprio quelli là». L'allusione è al fatto, commentano i pm, che «i protagonisti dell'accordo per combinare il risultato di Modena-Samp si sentiranno direttamente per definire il patto corruttivo». Aggiunge che lui e gli altri membri dell'organizzazione ("noi") hanno fatto avere un messaggio al «parente» e che «il parente» ha mandato a sua volta un messaggio al «bello». Secondo Saracino, Marasco ha inoltre detto (evidentemente a componenti societarie del Modena, osservano i magistrati) che «bisogna mettere mano alla tasca... se vogliono fare qualcosa», facendo così capire che il Modena dovrà versare denaro per ottenere un risultato favorevole.
I pm ricordano che Marasco e Bettarini hanno giocato insieme nel Venezia, come Ambrosino e Marasco (nel Savoia). Dal 18 aprile al 12 maggio sono 28 i contatti telefonici tra i cellulari di Bettarini e Marasco.

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