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Il decreto sul diritto-dovere all'istruzione

ROMA - Il provvedimento varato oggi dal Consiglio dei ministri sostituisce il concetto di «obbligo scolastico» con quello di «diritto-dovere» all'istruzione e formazione.
Il decreto, emanato in attuazione della legge di riforma della scuola, stabilisce appunto il diritto-dovere all'istruzione per dodici anni, o almeno fino al conseguimento di una qualifica entro il 18mo anno di età. L'innalzamento dagli attuali 9 a 12 anni sarà graduale. Già dal prossimo anno scolastico 2004-2005 partirà il primo innalzamento della scolarità obbligatoria di un anno.
Nel decreto viene anche sancita la responsabilità dei genitori (o di «coloro che a qualsiasi titolo ne facciano le veci») per l'adempimento del dovere di istruzione e formazione dei propri figli prevedendo sanzioni per i genitori inadampienti in base alle norme attualmente vigenti (ma il ministro ha annunciato l'arrivo di sanzioni più restrittive). Spetta ai Comuni vigilare sull'adempimento da parte dei genitori al dovere di mandare i figli a scuola fino ai 18 anni. Un ruolo in questo senso sarà giocato però anche dall'Anagrafe nazionale degli studenti istituita presso il Ministero dell'istruzione: questo organismo, infatti, stilerà un elenco nominativo degli eventuali abbandoni - scuola per scuola - in modo da assistere gli alunni e le famiglie affinchè i ragazzi che hanno lasciato la scuola possano rientrare nel sistema «e raggiungere il pieno successo formativo». Il decreto attribuisce, inoltre, pari valori di credito alla frequenza di qualsiasi segmento del secondo ciclo (licei, istruzione-formazione professionale, alternanza scuola-lavoro, apprendistato) e garantisce passaggi «assistiti e assicurati» tra i sistemi formativi nonchè la possibilità di cambiare indirizzo all'interno del sistema dei licei e dell'istruzione e formazione professionale. Prevista anche l' esenzione da qualsiasi tassa di frequenza per le scuole statali: dal prossimo anno scolastico (2004-2005) partirà la gratuità dalle tasse per i primi due anni degli istituti secondari superiori e dei percorsi sperimentali di istruzione-formazione professionale (realizzati a norma dell'Accordo-quadro della Conferenza unificata del 19 giugno 2003); la gratuità verrà poi estesa gradualmente a tutti i 12 anni della scolarità obbligatoria.
Sull'attuazione del decreto è previsto un monitoraggio congiunto dei ministeri dell'Istruzione e del Lavoro con una relazione triennale al Parlamento.

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