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L'uomo del Pentagono caduto in disgrazia

ROMA - Ahmad Chalabi, uno degli esponenti più in vista dell'opposizione irachena, che il Pentagono aveva prescelto come successore di Saddam Hussein e oggi sembra essere caduto in disgrazia, è il leader del Congresso nazionale iracheno (Inc).
58 anni, musulmano, intellettuale, rampollo di una ricca famiglia di banchieri, Chalabi è nato in Iraq ma ha lasciato il Paese nel 1956. Suo nonno e suo padre avevano posti preminenti nei governi anteriori al 1968, l'anno in cui il partito Baath prese il potere.
Dopo aver insegnato all'Università americana di Beirut fino al 1977, si spostò ad Amman, dove creò un impero bancario basato sul petrolio. Ma nel 1989 fuggì dalla Giordania per evitare un arresto per frode quando la sua Petra Bank fallì. Di quella disavventura diede parte della colpa all'invidia dei boss locali e all'ostilità di Saddam Hussein, che voleva ridurlo al silenzio. Venne condannato in contumacia a 22 anni.
Riparò quindi a Londra, dove costruì l'opposizione in esilio. La Cia gli diede i finanziamenti per allestire la base di Erbil nel Nord dell'Iraq, che doveva organizzare le fazioni curde unite. Il leader dell'Inc provò nel 1995 a sfidare il presidente Saddam Hussein: tornò brevemente in Iraq per appoggiare un'offensiva dell'Inc contro l'esercito iracheno.
L'operazione fallì nonostante l'aiuto della Cia e dell'aviazione Usa e britannica e si concluse con centinaia di vittime. Un anno e mezzo dopo, l'Inc venne sradicato dall'Iraq settentrionale dopo che le truppe di Saddam misero a ferro e fuoco la sua base di Erbil.
Nel 1999 raccontò a degli inviati del Washington Post il suo ultimo piano: il Pentagono avrebbe addestrato 300 ufficiali iracheni in esilio all'uso delle armi più sofisticate, costoro avrebbero poi addestrato altri 1.000 uomini. E questi 1.300 si sarebbero infiltrati in Iraq, con copertura aerea americana, con l'intento di raggruppare disertori disposti a rovesciare Saddam.
Ma nessun Paese arabo del Golfo si mostrò disposto a dar credito a Chalabi e concedergli un fazzoletto di terra da dove far scoppiare una rivoluzione. Così Chalabi continuò il suo lavoro di lobby negli Usa.
Durante la guerra Chalabi aiutò gli americani con informazioni di Intelligence, che i fatti successivi hanno in gran parte smentito. La Cia teme che nel suo gruppo si fossero infiltrati uomini di Saddam. Anche il Dipartimento di stato lo ha sempre guardato con sospetto.
Funzionari americani a febbraio hanno rivelato che un iracheno, fonte delle convinzioni di Washington che l'Iraq fosse in possesso di laboratori mobili per armi biologiche, si era inventato l'informazione. L'uomo era stato presentato dal gruppo di Chalabi. In quattordici mesi dall'inizio della guerra non è stata trovata nessuna arma di distruzione di massa in Iraq, la causa dichiarata del conflitto.
Il Pentagono riportò Chalabi in Iraq con un gruppo di suoi sostenitori subito dopo l'inizio dell'invasione americana, dandogli l'opportunità di crearsi una base politica.
Funzionari americani hanno detto martedì che il Pentagono ha tagliato di 340.000 dollari mensili i fondi al partito di Chalabi.
Il vice segretario alla difesa Paul Wolfowitz ha spiegato che la decisione è stata presa «alla luce del processo di trasferimento di sovranità al popolo iracheno».

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