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Una lunga scia di giovanissimi uccisi

Quella di Vincenzo, 16 anni, trovato morto la notte scorsa a Napoli, ucciso da un colpo di pistola è solo l'ultima delle tante giovani vite spezzate dalla violenza nel capoluogo partenopeo. Prima di lui era toccato ad Annalisa Durante, 14 anni, morta nel rione Forcella, nel marzo scorso, durante uno scontro a fuoco tra esponenti di clan rivali.
Rapinatori, innocenti vittime, oppure giovani uccisi da violenze apparentemente assurde, gratuite, come Francesco Estatico, accoltellato a Mergellina, tra la folla del sabato sera, per aver guardato troppo la ragazza di un coetaneo. Ed ancora giovani morti per aver opposto resistenza ad una rapina, uccisi magari da un loro coetaneo che mirava al cellulare di ultima generazione o al motorino. Minimo comun denominatore di questa lunga scia di sangue sono le giovani vite esposte ad una violenza che li vede vittime o protagonisti.
Nello scorso dicembre, Claudio Taglialatela venne ucciso mentre era in macchina. Claudio aveva 22 anni e fu ammazzato a colpi di pistola durante la notte tra l'8 e il 9 dicembre mentre percorreva corso Umberto, nel centro di Napoli. Ex ausiliario dei carabinieri, il giovane cercò di sfuggire ai suoi aggressori, che volevano prendergli il cellulare, ma venne raggiunto da alcuni proiettili, morendo sul colpo. Il suo presunto assassino, Arturo Raia, 30 anni, catturato dai carabinieri nei giorni successivi, venne trovato morto, impiccato ad un lenzuolo nella sua cella nel carcere di Poggioreale.
Prima di Claudio, un ragazzo di 16 anni, Paolino Avella, morì nell'aprile del 2003 cadendo dal motorino a San Sebastiano al Vesuvio, alle porte di Napoli, nel tentativo di sfuggire ai suoi aggressori che intendevano rubargli il mezzo.
E' lo scorso 15 febbraio, una domenica, quando viene ucciso a coltellate, davanti ad un bar di Mergellina a Napoli, Francesco Estatico, 18 anni che insieme con un amico era andato a prendere un gelato sul lungomare. Il suo assassino, un ragazzo di 16 anni incensurato, garzone di bottega, lo colpisce con un coltello, dopo aver litigato con lui perché, sostiene, aveva guardato troppo la sua ragazza, ricambiato nello sguardo da lei. Francesco prima di morire tenta di scappare lasciando sull'asfalto una lunga scia di sangue.
Il 28 marzo, muore nell'ospedale Loreto Mare, Annalisa Durante, 14 anni, ferita alla nuca il giorno precedente da un proiettile in una sparatoria tra esponenti di clan rivali nel rione Forcella, nel centro di Napoli. Bionda, minuta, alunna modello, Annalisa viene colpita mentre alcuni sicari del clan camorristico dei «Mozzarella» fanno fuoco sul giovane Salvatore Giuliano, 20 anni, rampollo della «dinasty criminale» del rione, regno incontrastato fino ad alcuni anni fa della famiglia Giuliano. La morte di Annalisa diventa simbolo di riscatto del rione, ma la camorra continua a far sentire la sua presenza: il giovane parroco don Luigi Merola, viene minacciato più volte.
Vittima di rapinatori anche Davide, 16 anni, colpito al capo con una sbarra il 10 maggio scorso da malviventi che volevano rubargli lo scooter, nel quartiere periferico di Pianura. Davide venne ricoverato in ospedale e dopo un delicato intervento chirurgico, riprese conoscenza.
E' storia di pochi giorni fa l'omicidio di Vincenza, 17 anni, uccisa dal padre di suo figlio mentre era in auto con la madre che la stava accompagnando a scuola. Vincenza è stata ammazzata a Sant'Antimo, un comune tra le province di Napoli e Caserta. La giovanissima mamma è stata colpita al petto da un proiettile sparato dal suo ex convivente, Raffaele Buonanno, 22 anni, che non si era rassegnato alla fine della storia d'amore con Vincenza da cui è nato un bimbo che ora ha un anno.

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