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L'esempio di Specchia

Il comune in provincia di Lecce è, ormai, divenuto simbolo dell'ecosostenibilità ed è considerato il comune più "alternativo" d'Italia, tanto da meritarsi riconoscimenti in campo europeo. A Varsavia, infatti, il sindaco del comune salentino, Antonio Lia, presidente dell'Anci regionale e dell'Aato, ha ritirato il riconoscimento, assegnato dalla stampa internazionale per il turismo sostenibile, per quanto realizzato al fine dello sfruttamento dell'energia alternativa.
A Specchia, comune di 5.000 abitanti, da anni è stato avviato, infatti, il progetto in questo campo e realizzato nel suo villaggio turistico comunale di Cardigliano.
Qui quasi tutto funziona con l'energia alternativa: dall'acqua calda, prodotta attraversa i pannelli solari, all'energia elettrica, prodotta da impianti fotovoltaici ed una torre eolica alta oltre 60 metri.
Le esigenze primarie, quindi, sono soddisfatte dalle fonti alternative che, in più, producono agli abitanti ricchezza, oltre quella derivante dalle economie per il mancato utilizzo delle fonti energetiche tradizionali.
Nel comune, infatti, è stata avviata l'iniziativa di avviare un azionariato popolare per realizzare un altro polo eolico, da cui trarre successivi profitti e che, a loro volta, saranno in seguito reinvestiti nel settore. In tal modo si è avviato un circuito virtuoso a tutto vantaggio della popolazione.
Questa "ricchezza" è derivata dal fatto che il Comune è unico proprietario degli impianti e, sotto il suo controllo, ha fatto in modo che l'impianto eolico ha quasi raddoppiato la produzione preventivata di kilowatt, attestandosi ora a circa 1.200.000.
Surplus di produzione, rispetto a quanto necessario per il funzionamento delle 220 stanze aperte tutto l'anno di Cardigliano, che ha consentito all'amministrazione comunale leccese di venderla ai gestori e distributori nazionali di energia elettrica. I guadagni sono, poi, stati utilizzati dal comune per decurtare ai cittadini alcuni tributi locali.
Paolo Lerario
lerariop@libero.it

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