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Bimba muore di meningite a Roma

BOLOGNA - Una bimba bolognese di sei anni è morta nel reparto di rianimazione dell'ospedale Bambin Gesù di Roma, dove era stata ricoverata d'urgenza nel fine settimana con sintomi che riconducevano ad una diagnosi di meningite. La piccola aveva manifestato febbre alta, chiazze emorragiche, segni di necrosi agli arti.
Nella giornata di ieri la direzione dell'ospedale romano ha allertato il Dipartimento di igiene pubblica del Comune di Bologna, che ha immediatamente avviato la profilassi a base di un antibiotico, il "Rifadin", nei confronti dei bambini che frequentano la stessa scuola (la "Longhena", sui colli della città, che comprende asilo ed elementare), dei genitori, di maestre ed educatrici e di altre persone venute a contatto con i bambini, come gli autisti degli "scuolabus". In tutto - secondo stime non ancora complete - circa 700 persone, quasi tutte vaccinate già entro la serata di ieri.
La piccola è stata colpita da meningite meningococcica, quindi molto sensibile - precisano i medici - all'effetto dell' antibiotico. Non è stato necessario disporre la chiusura del complesso scolastico, che questa mattina era regolarmente in funzione. La bimba è deceduta alle 22 di ieri, ma a Bologna la macchina della profilassi si è messa in funzione parecchie ore prima, quando la collaborazione tra il Dipartimento di igiene pubblica dell'Ausl, il Settore salute e qualità della vita dell'Amministrazione comunale e i responsabili del complesso scolastico 'Longhenà e 'Casaglià (il primo è la scuola elementare dove la bimba colpita da meningite frequentava la prima classe, il secondo è una materna) ha permesso di contattare rapidamente al telefono le famiglie e il personale interessato.
Per tutti il punto di riferimento è stato la sede dell' unità operativa della Pediatria di comunità in via Sant'Isaia, nel centro di Bologna, dove man mano sono state distribuite le dosi dell'antibiotico, per una terapia di alcuni giorni. Secondo dati forniti in tarda mattinata dall'Ausl, che ridimensionano le prime cifre stimate anche dai dirigenti della struttura del Comune, il "primo giro" di profilassi ha riguardato circa 250 persone, mentre i 'secondi contattì - cioè soggetti più marginalmente coinvolti ma comunque potenzialmente venuti a contatto con la bambina e con gli ambienti in cui viveva - sarebbero circa un centinaio.
Il dirigente del Settore salute del Comune, Giuseppe Cosenza, ha confermato, come causa di morte della bambina, la diagnosi di meningite e ha successivamente precisato che sono in corso a Roma analisi sulla "tipizzazione" per stabilirne esattamente la natura, ma che in ogni caso la cura preventiva a base di "Rifadin", da seguire per qualche giorno, è la più adeguata e non ha controindicazioni. «Il virus esternamente è molto labile - ha detto il dottor Cosenza - e il batterio è molto sensibile all'antibiotico».
Secondo i dati del Settore salute, quello che ha colpito la bimba - che proprio in questi giorni si trovava a Roma con i familiari, ma anche con altri bimbi e altri loro parenti - è il primo caso di meningite che riguarda Bologna dall'inizio dell'anno. Già nel febbraio dello scorso anno un bimbo di 4 anni che frequentava la stessa scuola materna era stato colpito da meningite e ricoverato all'ospedale S.Orsola, ma le sue condizioni erano poi rapidamente migliorate. Anche in quel caso erano scattate le misure di prevenzione per tutelare allievi e dipendenti della scuola. La responsabile della Pediatria di Comunità dell'Ausl, Anna Tomesani, ha confermato che sono già stati sottoposti a profilassi obbligatoria più di 125 bambini, in particolare della scuola materna "Casaglia" (la bimba deceduta a Roma frequentava infatti la materna e non la prima elementare come si era appreso in un primo momento) e di un altro asilo, il "Cantalamessa". Questi ultimi la scorsa settimana avevano trascorso un giorno alla "Casaglia" assieme ai piccoli compagni di giochi.
Il trattamento è stato consigliato anche ai circa 350 bambini che frequentano l'elementare "Longhena" (dove studiano le due sorelline maggiori della bimba morta a Roma, tra cui quella che fa parte del Piccolo Coro dell' Antoniano), agli insegnanti, ai 55 bimbi e agli operatori dell'asilo nido "Tovaglie", frequentato dalla sorellina minore della piccola vittima, ai 25 piccoli (e relativi insegnanti) della materna "Padiglione 2", perchè a loro volta hanno avuto contatti con la 'Casaglià. Molti si sono già presentati nei locali della Pediatria di Comunità per ricevere i farmaci.
La struttura sanitaria ha dovuto far fronte da ieri all' emergenza provocata dall'improvvisa richiesta dell'antibiotico. «All' inizio avevamo una cinquantina di dosi, più che sufficienti in una situazione normale», ha detto il dottor Cosenza. Poi è cominciata la ricerca di un numero ben più consistente, ricorrendo anche all'aiuto di altre città. In serata, dopo la chiusura dell'unità operativa di via Sant' Isaia, è previsto che sia la Guardia Medica a smistare le eventuali ulteriori richieste del farmaco. I sanitari non hanno invece ritenuto necessario estendere la profilassi ai genitori dei bimbi.

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