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Cos'è l'alternanza scuola-lavoro

ROMA - Imparare sui libri ma anche sul campo. Lo consente il decreto messo a punto dal ministro Moratti che offre l'alternanza scuola-lavoro come modalità di realizzazione della formazione del secondo ciclo, sia nel sistema dei licei sia nel sistema dell'istruzione e della formazione professionale. Lo scopo - si legge nell'articolo 1 del provvedimento (in tutto 9 articoli) è quello di assicurare ai ragazzi, oltre alle conoscenze di base, l'acquisizione di competenze spendibili sul mercato del lavoro. Il decreto potrebbe essere presentato al prossimo consiglio dei ministri assieme a quello sul diritto-dovere all'istruzione.
Potranno scegliere l'alternanza tra lezioni in classe ed esperienze professionali gli studenti dai 15 ai 18 anni. Questi percorsi misti sono progettati, attuati e verificati sotto la responsabilità della scuola sulla base di apposite convenzioni con le imprese, con le camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura o con gli enti pubblici e privati, inclusi quelli del terzo settore, disponibili ad accogliere gli studenti per periodi di apprendimento. Le ore trascorse in azienda (anche in periodi diversi da quelli fissati dal calendario delle lezioni) faranno parte integrante del tempo scuola e servono ad acquisire crediti formativi.
Tra le finalità dell'alternanza ci sono anche quelle di «favorire l'orientamento dei giovani per valorizzarne le vocazioni personali» e «correlare l'offerta formativa allo sviluppo culturale sociale ed economico del territorio».
I periodi di apprendimento mediante esperienze di lavoro verranno definiti per i soggetti disabili in modo da promuoverne l'autonomia e l'inserimento nel mondo del lavoro.
Importante, anche al fine dell'organizzazione didattica, l'introduzione di un doppio tutor: uno formativo all'interno dell'istituzione scolastica e uno esterno designato dalle aziende o dagli enti che accolgono gli studenti per il periodo di esperienza pratica. Il provvedimento prevede la valorizzazione della professionalità di questi docenti-tutor demandandola però alla sede contrattuale.
Lo schema di decreto stabilisce anche l'istituzione di un Comitato (nel quale saranno rappresentati oltre ai ministeri dell'Istruzione, del Lavoro e delle Attività Produttive, le parti sociali e dunque datori di lavoro e lavoratori) per monitorare e valutare il sistema dell'alternanza scuola-lavoro.
Al termine dei percorsi in alternanza le istituzioni scolastiche o formative rilasceranno una certificazione ad hoc che attesta le competenze spendibili nel mercato del lavoro.
Nella fase transitoria questa nuova modalità di apprendimento viene realizzata, grazie all'autonomia, attraverso progetti-pilota.

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