Mercoledì 12 Dicembre 2018 | 14:46

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I temi del libro: brevi anticipazioni

LA LOTTA DI WOJTYLA IL COMUNISMO
Molte le pagine dedicate alla rievocazione della strenua lotta combattuta in prima persona contro le autorità comuniste polacche in difesa delle libertà civili e religiose, e per la costruzione di nuove chiese.
«Alzatevi, andiamo!» uscirà domani in 500.000 copie in tutta Italia, proprio il giorno dell'84esimo compleanno di Giovanni Paolo II. Il libro che esce in contemporanea in francese, tedesco, spagnolo e polacco mentre l'uscita in inglese dovrebbe avvenire tra un mese. Nel libro Wojtyla racconta i ricordi e le riflessioni sui venti anni di episcopato a Cracovia del futuro papa. Il racconto prende l'avvio dall'annuncio a sorpresa che, nel luglio del 1958, il primate metropolita Stefan Wyszynski fa al giovane Wojtyla della sua nomina a vescovo. E continua con la descrizione dettagliata dell'attività pastorale da lui condotta nello spirito del Concilio Vaticano II, che era stato annunciato poco dopo la sua ordinazione: le visite nelle diocesi, anche le più sperdute; gli incontri con i giovani, in particolare con le organizzazioni universitarie, e quelli delle famiglie; il coinvolgimento degli intellettuali e dei laici impegnati nell'opera di evangelizzazione oltre, naturalmente, al costante ascolto della voce dei sacerdoti, dei loro problemi e delle loro proposte.

LE LETTURE DI UN APPASSIONATO DI CANOA E TEATRO
Un libro che parla anche della passione per i libri e la cultura. Ne emerge un Karol Wojtyla lettore appassionato a tutto campo, da Hemingway a Edith Stein, amante del teatro da lui scritto e praticato, ma anche grande atleta: non solo sciatore, ma praticante di sport acquatici come la canoa.
Tanto per comprendere l'ampiezza delle letture di Wojtyla, il libro che il futuro papa leggeva il giorno che gli fu annunciata, nel 1958, la nomina ad ausiliare di Cracovia era l'americanissimo «Il vecchio e il mare» di Ernest Hemingway, in una epoca in cui non era certo una lettura di massa neanche in Italia. Ma l'attenzione alla lettura, spiga Wojtyla, non deve essere acritica, anzi: non tutto ciò che si pubblica è da leggere, e prima di sfogliare un testo è meglio chiedere consiglio.
Comunque, tra le grandi passioni di Wojtyla, oltre alla teologia, riemergono con evidenza filosofia, poesia e teatro. Tra i libri letti da giovane, Shakespeare, Moliere, i poeti polacchi Norwid e Wyspianski. Per quanto riguarda la filosofia, i due filoni sono quello del tomismo aristotelico e della fenomenologia. Tra gli autori segnalati, una donna particolare, Edith Stein, ebrea convertitasi e fatta suora, morta ad Auschwitz e bruciata nei forni crematori, fatta santa e proclamata da Giovanni Paolo II patrona d'Europa. Il suo scritto preferito da Wojtyla 'Essere finito ed eternò, che in seguito si appassionò alla Summa Theologiae di san Tommaso d'Aquino. Altra citazione è per Max Scheler e 'Il formalismo dell'etica e l'etica materiale valorì, tradotto in polacco mentre lavorava per la sua tesi.

GLI ESERCIZI SPIRITUALI PER PAOLO VI.IN ESCLUSIVA ANSA UNA PAGINA DEL TESTO PUBBLICATO DALLA MONDADORI
Per gentile concessione della Mondadori pubblichiamo un paragrafo del Capitolo 5 (Collegialità episcopale)di «Alzati, andiamo!».
Il paragrafo (pp.132-133) riguarda «Gli esercizi spirituali
per la Curia romana durante il pontificato di Paolo VI": la
scelta di Wojtyla da parte di Montini per la predicazione degli esercizi, da titolo «Segno di contraddizionE», fu un segnale della considerazione che l'allora papa ebbe del giovane, ma già apprezzato, prelato polacco.
Dalla pagina emerge una particolarità: che gli esercizi
furono preparati alternando le meditazioni della mattina con lo sci del pomeriggio e la scrittura della sera.

Il testo scritto da Giovanni Paolo II
«Tenni il corso di esercizi spirituali in Vaticano davanti a Paolo VI e ai suoi collaboratori. Nella fase preparatoria c'era stato un problema. All'inizio del febbraio 1976 mi telefonò monsignor Wladyslaw Rubin comunicandomi che il Pontefice mi pregava di predicare gli esercizi spirituali in marzo. Avevo a disposizione appena venti giorni per preparare i testi e per tradurli.
Il titolo che poi diedi a quelle meditazioni fu Segno di
Contraddizione. Non mi era stato proposto, ma venne fuori alla fine, quasi come la sintesi di quanto avevo inteso dire. In verità non era un tema, ma in un certo senso la parola-chiave, nella quale confluiva quanto avevo esposto nelle diverse conferenze.
Ricordo i giorni dedicati alla preparazione dei temi, che erano venti e che dovetti individuare ed elaborare da solo. Per trovare la tranquillità necessaria andai dalle orsoline grigie a Jaszczurowka. Fino a mezzogiorno scrivevo le meditazioni, nel pomeriggio andavo a sciare e la sera mi rimettevo a scrivere.
Quell'incontro con Paolo VI, nel contesto degli esercizi
spirituali, fu per me particolarmente importante, perchè mi
rese consapevole di quanto sia necessaria la prontezza del
vescovo a parlare della sua fede, ovunque il Signore dia ordine di farlo. Di essa ha bisogno ogni vescovo, compreso lo stesso successore di Pietro, così come Paolo VI ebbe allora bisogno della mia disponibilità».


IRAQ NON DIEDE PERMESSO PER VISITA NEL 2000 IN OCCASIONE DEL VIAGGIO IN TERRA SANTA
A Giovanni Paolo II sarebbe piaciuto andare in Iraq, andando alla ricerca delle origini di Abramo, in occasione del suo viaggio in Terra Santa nel 2000: ma le allora autorità irachene non diedero il permesso. E' quanto rivela lo stesso Wojtyla nel libro in libreria da domani.
Il libro è dedicato all'esperienza da vescovo, ma ha un paragrafo dedicato proprio alla Terra Santa, un luogo molto significativo per Wojtyla. Unica differenza dal progetto originale, la mancata sosta in Iraq, anche se fu possibile andare in Egitto, a Betlemme, Nazareth e Gerusalemme.

FIN DA BAMBINO SI AFFIDA AD ANGELO CUSTODE
Fin da bambino Karol Wojtyla si è sempre affidato all'angelo custode, recitando la preghiera tradizionale, una presenza che si è andata via via rafforzando. E' lo stesso Giovanni Paolo II a raccontarlo nel suo nuovo libro.
Una devozione che riguarda sia l'aspetto della fiducia, che la protezione: tra gli arcangeli che il papa invoca più spesso nella preghiera, ci sono San Michele, San Gabriele e San Raffaele.

VICINO A OPUS DEI, FOCOLARINI, CL, NEOCATECUMENI
Sono stati numerosi i movimenti e i gruppi a cui è stato vicino Karol Wojtyla nel corso degli anni, ma quattro in particolare hanno meritato di essere citati nel suo nuovo libro: si tratta del Cammino neocatecumenale, che ha conosciuto a Roma, e dell'Opus Dei, che è stata eretta prelatura personale nel 1982 e della quale ha proclamato santo il fondatore, Josemaria Escrivà de Balaguer nel 2002. Ambedue esperienze nate in Spagna mente italiane sono i Focolarini, fondati da Chiara Lubich, e Comunione e liberazione, che è stata promossa da don Luigi Giussani.
Tra i movimenti incontrati in questi anni, l'esempio citato è il francese «L'arche e foi e lumiere» di Jean Vanier.


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