Venerdì 18 Gennaio 2019 | 04:10

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Il padre: «Non è più una missione di pace»

VENEZIA - Con la voce rotta dalle lacrime eppure calmo, quasi rassegnato, Enzo Vanzan, 49 anni, di Camponogara (Venezia), commenta al telefono la morte di suo figlio Matteo, 22 anni, il lagunare che ieri era stato ferito gravemente in uno scontro a fuoco Nassiriya.
«Non ho parole, non so nulla - dice piangendo Enzo, di professione infermiere all'Usl di Treviso -, la notizia della morte di mio figlio l'ho avuta questa notte alle tre, poi alle sette mi è stata confermata da una telefonta del Capo di Stato maggiore. E pensare che ieri, quando ho saputo alle otto di sera, che mio figlio era stato ferito, mi avevano detto che forse sarebbe rientrato in Italia domani. Mio figlio era in Iraq per la seconda volta, aveva fatto la firma per diventare militare di carriera presso i Lagunari della caserma di Malcontenta (Venezia). Era partito mercoledì scorso, a lui piaceva questa vita, erano partiti per una missione di pace, adesso non so più cosa dire».
Enzo Vanzan è sposato con Lucia, 48 anni, abita in via Meritore a Camponodare, ha un altro figlio, Marco, 25 anni.
Questa mattina, tra le altre telefonate di condoglianze, la famiglia Vanzan ha ricevuta anche quella del ministro della Difesa, Antonio Martino. Matteo Vanzan, secondo le notizie che sono state fornite, era stato ferito gravemente agli arti inferiori dallo scoppio di una bomba da mortaio, era stato ricoverato in gravi condizioni nell'ospedale di Bassora. Nelle ore seguenti, l'aggravarsi della situazione fino al decesso.

L'ultima volta che Matteo Vanzan ha parlato al telefono con i genitori, venerdì scorso, aveva detto che rispetto alla sua prima missione in Iraq le cose ora si erano fatte più pesanti. A riferirlo è stata la mamma del lagunare morto per le ferite riportate ieri a Nassiriya , Lucia Vanzan, intervistata poco fa da Omnibus, la trasmissione su La7.
«Matteo ci aveva detto - ha affermato la donna, collegata telefonicamente con lo studio - che non era come la prima volta, che le cose si erano fatte più pesanti. Matteo - ha proseguito la madre - era andato in Iraq col cuore, era convinto che si trattasse di una missione di pace. Diceva: se non sono costretto non sparo».
Cosa chiederebbe ai politici italiani, della maggioranza e dell'opposizione?, ha domandato il conduttore della trasmissione a Lucia Vanzan: «che li mandino tutti a casa - ha risposto la mamma di Matteo con la voce rotta dall'emozione - non è giusto che li lascino lì per farli morire».

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