Giovedì 13 Dicembre 2018 | 05:47

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Alla greca Calimera

Il nostro viaggiatore, bramoso di cose greche, se ne va naturalmente all'augurale paese di Calimera che porta, nel suo nome, il saluto greco del buon giorno. La strada è bella e comoda, attraversa Cavallino, Lizzanello e Castrì con le case imbiancate di calce e finalmente eccolo a Calimera:…Era un giorno festivo. Le donne con i bambini sulle soglie delle porte, mentre gli uomini stavano aggrappati dinanzi al caffè o all'osteria. Mi fermai dinanzi ad un caffè e fui costretto a pensar da me per trovare qualcosa da mangiare. E ciò non era facile a mezzogiorno inoltrato. Il padrone del caffè mi spifferò sul muso, di primo acchito, che non aveva niente da darmi per desinare. Ma alle mie, reiterate istanze mi preparò delle uova e mi diè del pane e del caffè e un paio di arance. Questo pranzo luculliano fu imbandito in un piccolo giardino profumato da un paio di aranci in fiore, e fu innaffiato da alcuni bicchieri di eccellente vino paesano. In sul finire, il padrone, che si era accorto del mio buon appetito, mi portò a tavola un paio di cicorie fresche per mangiarle intrise con del sale grezzo. Mi rammentai allora i versi di Orazio, ignoto precursore del vegetarismo, nei quali lodava, come suo cibo prediletto, le cicorie con la emolliente salvia. E mi trovai felice e contento di averle gustate.Lo studioso austriaco che raggiunse, in quegli anni lontani, l'ariosa Calimera incontrò , oltre al caffettiere, anche un gruppo di cittadini; e così annotò… si era radunato una bella comitiva di comari e di conoscenti. Nei loro discorsi regnava un assoluto isolamento dal resto del mondo e dei suoi grandi e piccoli avvenimenti : una beata ignoranza di ogni gazzetta e delle cose di ogni giorno. Quelle buone donne, dunque, nulla sapevano del mondo; una di esse pensava anzi che l'Austria appartenesse addirittura al Re d'Italia.Ah, la nostra corregionale di tanti e tanti anni fa: sapeva poche cose, anzi nulla sapeva del mondo. Bontà sua era convinta però che il Re d'Italia fosse il padrone dell'Austria. Cose che succedevano più di un secolo fa. Ma il nostro viaggiatore è interessato al dialetto salentino e trova che…il greco che si parla in Calimera è senza dubbio mescolato con molte parole italiane. I popolani parlano fra loro e in casa il dialetto greco; l'italiano si parla nella scuola, come lingua ufficiale; ma per le comunicazioni con il capoluogo della provincia e con gli altri paesi è assolutamente necessario. Perciò tutta la popolazione, eccetto un paio di vecchie donne, parla due lingue; il che esercita un'influenza non lieve sulla purezza del dialetto greco prossimo ad estinguersi. Quando Gustav Meyer-Graz, filologo austriaco, abbandonò Calimera non vide certo la stele che, al nostro paese, nel secolo scorso fu donata dalla comunità di Atene, la capitale della Grecia. E' una stele del IV secolo avanti Cristo sulla quale è incisa una sola frase: "Straniera tu non sei a Calimera"".

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