Sabato 15 Dicembre 2018 | 03:47

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A Trani, nella Settimana santa: fra donne e gentiluomini eleganti e un barbiere che parla delle tranesi

Janet Ross giunse a Trani in piena Settimana santa, ed eccola assistere alla processione del Venerdì: …la processione era formata quasi tutta di donne, linde e ben vestite: fra esse moltissime in abito di seta nera e grandi catene d'oro sul petto. Tutte con un grosso cero in mano, e le calze bianche e insudiciate e rotte per il camminare che facevano senza scarpe. Anche gli uomini erano religiosamente scalzi… Un barbiere che mi offrì una sedia della sua bottega, mi diceva sospirando che oggigiorno costava un occhio del capo metter su casa a Trani, a causa del gran lusso delle donne: "Vogliono abiti di seta, collane e anelli d'oro; e adesso che c'è il progresso hanno imparato a leggere e a scrivere e non vogliono più saperne di lavorare e di spazzare". Ah, le tranesi dell'Ottocento. Sapevano leggere e scrivere, volevano bei vestiti e preziosi ornamenti, ma in quanto a lavorare e a spazzare non era affar loro. La scrittrice anglo-sassone osserva però che quel barbiere veniva dal Piemonte, non era insomma di quelle parti. Poi va ad assistere alla Resurrezione nella Cattedrale. Janet Ross - è il Sabato santo - e se ne va in Cattedrale per assistere al rito della Resurrezione. Scrive: ... l'altare maggiore era interamente nascosto da una cortina celeste con in mezzo dipinta una croce gialla, sospesa al soffitto per mezzo di carrucole. Alle undici precise, la tenda cadde, e in quel momento il frastuono divenne incredibile, assordante, come diceva uno di quei signori diTrani, "il terremoto non è niente in paragone". Colpi di bastone sulle panche, urli acutissimi, sedie sbattute e spezzate sul pavimento, al di fuori sulle porte - che dovevano essere di ferro, per resistere - colpi furibondi di ragazzi che battevano con dei pali preparati apposta per l'occasione: era questo l' "abbavescio" ovvero la Resurrezione di Cristo.Bellissima questa parola, abbavescio. E' senza dubbio dialettale, viene da abbevesce, rinvenire, quindi resuscitare. Dubbio atroce: la raccolse Janet Ross, o è una concessione della traduttrice dell'opera? Ma intanto la Ross vede la Cattedrale riempirsi di stormi di uccelli: …e si lasciaron liberi una quantità di uccelli, destinati - povere bestiole - a morire di fame, perché tutte le finestre erano ermeticamente chiuse. Colombi, passeri, cardellini, allodole, fringuelli svolazzavano spaventati da quel chiasso indiavolato, e non potei fare a meno di pensare con tristezza alla loro misera ed inevitabile fine.Ma la meta ambita, come per tutti i grandi viaggiatori amanti degli Svevi, era naturalmente Castel del Monte. Anche per Janet Ross, inglese dai capelli rossi.
A Trani, nella Settimana santa: fra donne e gentiluomini eleganti e un barbiere che parla delle tranesi

Janet Ross giunse a Trani in piena Settimana santa, ed eccola assistere alla processione del Venerdì: …la processione era formata quasi tutta di donne, linde e ben vestite: fra esse moltissime in abito di seta nera e grandi catene d'oro sul petto. Tutte con un grosso cero in mano, e le calze bianche e insudiciate e rotte per il camminare che facevano senza scarpe. Anche gli uomini erano religiosamente scalzi… Un barbiere che mi offrì una sedia della sua bottega, mi diceva sospirando che oggigiorno costava un occhio del capo metter su casa a Trani, a causa del gran lusso delle donne: "Vogliono abiti di seta, collane e anelli d'oro; e adesso che c'è il progresso hanno imparato a leggere e a scrivere e non vogliono più saperne di lavorare e di spazzare". Ah, le tranesi dell'Ottocento. Sapevano leggere e scrivere, volevano bei vestiti e preziosi ornamenti, ma in quanto a lavorare e a spazzare non era affar loro. La scrittrice anglo-sassone osserva però che quel barbiere veniva dal Piemonte, non era insomma di quelle parti. Poi va ad assistere alla Resurrezione nella Cattedrale. Janet Ross - è il Sabato santo - e se ne va in Cattedrale per assistere al rito della Resurrezione. Scrive: ... l'altare maggiore era interamente nascosto da una cortina celeste con in mezzo dipinta una croce gialla, sospesa al soffitto per mezzo di carrucole. Alle undici precise, la tenda cadde, e in quel momento il frastuono divenne incredibile, assordante, come diceva uno di quei signori diTrani, "il terremoto non è niente in paragone". Colpi di bastone sulle panche, urli acutissimi, sedie sbattute e spezzate sul pavimento, al di fuori sulle porte - che dovevano essere di ferro, per resistere - colpi furibondi di ragazzi che battevano con dei pali preparati apposta per l'occasione: era questo l' "abbavescio" ovvero la Resurrezione di Cristo.Bellissima questa parola, abbavescio. E' senza dubbio dialettale, viene da abbevesce, rinvenire, quindi resuscitare. Dubbio atroce: la raccolse Janet Ross, o è una concessione della traduttrice dell'opera? Ma intanto la Ross vede la Cattedrale riempirsi di stormi di uccelli: …e si lasciaron liberi una quantità di uccelli, destinati - povere bestiole - a morire di fame, perché tutte le finestre erano ermeticamente chiuse. Colombi, passeri, cardellini, allodole, fringuelli svolazzavano spaventati da quel chiasso indiavolato, e non potei fare a meno di pensare con tristezza alla loro misera ed inevitabile fine.Ma la meta ambita, come per tutti i grandi viaggiatori amanti degli Svevi, era naturalmente Castel del Monte. Anche per Janet Ross, inglese dai capelli rossi.

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