Giovedì 13 Dicembre 2018 | 09:06

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«La mala educacion»

Pedro Almodovar e Gael Garcia Bernal «La Chiesa Cattolica ha molti problemi con cui fare i conti, primo far tutti la sessualità dei suoi preti», ma il personaggio di Padre Manolo, che abusa del piccolo convittore del collegio che dirige, «non è una lancia scagliata contro la Chiesa». Pedro Almodovar è molto chiaro nel presentare «La mala educacion», il film che apre oggi fuori concorso il 57.mo Festival di Cannes e che sarà distribuito in Italia solo la prossima stagione. Annunciato come un film scandalo e destinato a sollevare non poche polemiche in ambito cattolico per il tema della pedofilia negli istituti religiosi, che affronta senza peli sulla lingua, «La mala educacion» è un film nel quale il regista spagnolo riversa non poco malanimo, anche perchè Almodovar non può certo nascondere i dati biografici che rimandano alla sua infanzia in un collegio cattolico e mostrano molti punti in contatto tra la sua esperienza personale e quella dei personaggi di cui racconta, primo fra tutti il fatto che anche lui, in infanzia, è stato solita nel coro della sua parrocchia, proprio come il piccolo Ignacio, protagonista del film e oggetto delle morbose attenzioni del personagio di Padre Manolo. «E' vero, io cantavo durante tutte le cerimonie religiose e nelle feste e credo che non me la cavavo affatto male», ricorda in regista nelle dichiarazioni che accompagnano la pellicola. Ma poi precisa che il film è autobiografico «in una maniera più profonda: io sono dietro i personaggi, ma non racconto la mia vita. Padre Manolo è solo un personaggio inventato, anche se mi sono ispirato a due curati del mio collegio. Gli abusi appartengono a due miei compagni di collegio che me li hanno raccontati: quando sei in collegio finisci col sapere tutto...».
Per quanto riguarda le possibili reazioni dell'ambiente cattolico, Almodovar rimarca che «se il celibato non esistesse, non vi sarebbero tanti abusi da parte dei preti» e precisa: «Non ho creato il personaggio di Padre Manolo per attaccare la Chiesa, è un elemento che mi permette di parlare di due dei tanti volti della passione. 'La mala educacion' non è un regolamento di conti con i curati che mi hanno cresciuto, nè con il collegio in generale. Se avessi avuto bsogno di vendicarmi, non avrei atteso quarant'anni per farlo. La Chiesa non mi interessa, neanche come avversario».

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