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Sadr sfida Usa: tribunale iracheno processi Bush. Uccisi due giornalisti polacchi

Iracheni BAGHDAD/BEIRUT - In una giornata che ha visto un'improvvisa recrudescenza di violenze contro civili in Iraq, con due giornalisti polacchi e una ventina di iracheni uccisi, il leader ribelle sciita Motqada Sadr, con migliaia di suoi seguaci, ha di nuovo sfidato gli Usa e il suo presidente chiedendo alla comunità internazionale che «un tribunale iracheno lo giudichi per le sevizie» ai prigionieri iracheni.
Quindi, per alzare il tono della sfida ha inviato migliaia di suoi seguaci sciiti alla preghiera del venerdì nella moschea sunnita di Abu Hanifa, vicino a Baghdad. Un messaggio chiaro alle forze di occupazione straniere: sciiti e sunniti uniti nella preghiera e nella lotta.
All'indomani del violento attacco americano alle città sante sciite dell'Iraq, e nonostante migliaia di soldati Usa ammassati intorno a Najaf, Sadr si è recato a piedi alla moschea di Kufa (alla periferia di Najaf) per la tradizionale preghiera del venerdì, scortato da centinaia di seguaci e miliziani che invocavano il suo nome, innalzavano cartelli con la sua immagine e sventolavano anche vessilli della milizia di Sadr, l'Esercito Mehdi. Appena ieri a Najaf, la città santa, i marines erano entrati con carri armati e hanno occupato gli uffici della amministrazione locale, dove dovrà insediarsi il nuovo governatore nominato dall' amministratore Usa Paul Bremer.
Sadr ha cavalcato lo shock provocato in tutto il mondo dalle foto di prigionieri iracheni torturati o umiliati dalle forze della coalizione in Iraq, ed ha denunciato le sevizie sui detenuti iracheni nella prigione di Abu Ghraib, vicino a Baghdad, chiedendo «alla comunità internazionale di far processare (George W.) Bush e tutti i responsabili delle sevizie agli iracheni da un tribunale iracheno».
SCONTRI E VITTIME A NAJAF, MOSSUL E NASSIRIYA - Oggi la situazione a Najaf, 160 km a Sud di Baghdad, è stata relativamente calma, mentre a Kerbala gli americani hanno lanciato granate assordanti contro la moschea dove si trovano gli uffici di Sadr che gli Usa hanno detto di volere «vivo o morto». Sulla testa del religioso pende un mandato d'arresto per l'omicidio di un rivale sciita.
Ma 12 miliziani sciiti sono rimasti uccisi in scontri con le truppe Usa presso Najaf, dove 13 colpi di mortaio hanno raggiunto la sede del governatore della città, di cui gli americani hanno preso il controllo ieri senza fare vittime.
Sempre oggi, a Mossul, nel Nord, una bomba collocata su una strada fuori città è esplosa uccidendo quattro poliziotti iracheni e ne ha ferito un quinto, mentre a Kerbala scontri tra militari Usa e miliziani fedeli a Moqtada Sadr hanno provocato la morte di otto persone, inclusi cinque civili.
A Nassiriya, altri due poliziotti e un civile iracheni sono rimasti feriti all'alba di oggi da proiettili di mortaio caduti presso l'ospedale cittadino (Sud dell'Iraq), che si trova presso la sede dell'Autorità provvisoria di Coalizione (Cpa).
«Due poliziotti di guardia e un civile sono rimasti feriti quando due proiettili di mortaio sono esplosi all'interno del perimetro dell'ospedale, situato a pochi metri dalla sede dell'Autorità provvisoria della coalizione», ha riferito un portavoce della polizia secondo cui i colpi di mortaio sembravano avere come bersaglio la sede della Cpa.
In mattinata, il portavoce della Cpa ,Andrea Angeli aveva riferito all'Ansa di almeno quattro forti esplosioni, provocate da proiettili di mortaio o granate Rpg caduti all'esterno del perimetro della Cpa.
AGGUATO A GIORNALISTI POLACCHI - Le agghiaccianti immagini dei cadaveri dei due giornalisti della Tv polacca Tvp - Waldemar Milewicz, 48 anni, e Mounir Bouamrone, di 36, che aveva anche la nazionalità algerina - hanno fatto il giro del mondo rilanciate dall'emittente qatariota Al Jazira.
Si è trattato di una manciata di secondi, ma abbastanza per recepire tutto l'orrore di quella che ha tutta l'apparenza di un'esecuzione a freddo e forse premeditata effettuata da un gruppo di sconosciuti che stamani ha attaccato a colpi d'arma da fuoco il veicolo su cui i due uomini viaggiavano con un terzo collega, il cameraman Jerzy Ernst, rimasto leggermente ferito ad una mano da alcune schegge.
L'agguato è avvenuto sulla strada che collega Mahmudiya a Iskandarya, 30 km a Sud di Baghdad, e - secondo la versione fornita dal comando Usa al generale Mieczyslaw Bieniek, il comandante della divisione multinazionale - la macchina che portava i due giornalisti dell'equipe televisiva polacca «è saltata su una mina collocata sulla strada».
Davanti agli occhi dei telespettatori sono scorsi fotogrammi concitati in cui era chiaramente visibile il volto di Milewicz, seduto nel sedile posteriore dell'auto, con il capo reclinato sulla spalla sinistra e solo un paio di piccole ferite, quasi due nei, sulla guancia destra. Impressionante l'atteggiamento sereno del viso del giornalista che sembrava dormisse.
Più drammatica l'immagine del corpo ormai privo di vita di Bouamrone che giaceva bocconi, in una vasta chiazza di sangue, all'esterno dell'auto e con la testa - coperta dalla sua stessa giacca - a pochi centimetri da un pneumatico afflosciato quasi certamente da un proiettile.
Jill Carroll

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