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Ad ogni età il suo gioco

Da 3 a 6 anni: E' questa la fase del - corpo percepito -, quando migliora lo schema corporeo ed il bambino riesce a praticare molti esercizi. Nuoto e calcio favoriscono i contatti con acqua e palla che devono essere graduali, liberi. Niente battesimo dell'acqua: non favorire la confidenza del bambino ma lo spaventa. Libertà di palla. Nessuna competitività.

Da 6 a 12 anni: La competizione diventa un fatto istintivo che va assecondato ma non esaltato. Ma non è tempo di agonismo che deve iniziare dai 12 anni. L'inserimento in un gruppo o in una squadra è da promuovere (ma non imporre né preselezionare). La familiarità acquisita con gli elementi base (acqua, palla) aprono la porta a numerosi sport. Quindi, tutti gli sport acquatici, quelli con palla (dopo i 12 anni gli sport di contrasto come hockey, rugby, baseball, ecc.), gli sport di destrezza (equitazione, pattini, salto). Ogni sport sia soprattutto gioco, importante per migliorare le capacità. Senza eccessi.

Dopo i 12 anni: Se il training ha seguito le tappe adeguate, il bambino può essere considerato atleta con precisione e coordinazione dei movimenti. Si può spingere l'acceleratore verso le attività sportive senza che divengano, però, occupazione o preoccupazione principali. Attenzione agli sport monolaterali (tennis, scherma, ecc.) che devono essere coadiuvati da opportuno esercizio che sviluppi la muscolatura controlaterale e non deformi le articolazioni. Dedicarsi agli sport più disarmonici in maniera non continuativa.

La personalità: Lasciate che i ragazzi scelgano. Niente imposizioni ma è possibile un orientamento (non in base ad inclinazioni o frustrazioni dei genitori).
Ai timidi fate provare il contatto fisico, ai pigri lo sport di resistenza, ai prepotenti fa bene entrare in una squadra; agli aggressivi, sport con contatto fisico diretto nel quale incanalare e scaricare le pulsioni aggressive, agli introversi, sport di squadra.
Per chi ha le alucce (scapole) nuoto, pallavolo, pallacanestro; per chi ha piedi piatti, cammini e corra a piedi nudi; per il ginocchio valgo (gambe ad X) equitazione, nuoto, ciclismo. Fa bene a tutti una corretta programmazione dell'attività motoria in ambiente naturale (boschi, montagna, ecc.) per una reale interdisciplinarietà.
Seguire con rispetto e discrezione. Non esigere, non manifestare delusioni o critiche né troppo entusiasmo. Che lo sport rimanga sempre divertimento.
E non dimentichiamo che lo sport agonistico può generare tensione e danneggiarne lo sviluppo.
I segnali più comuni sono: disturbi del comportamento alimentare, del sonno, del rendimento scolastico, del rapporto con i compagni di scuola o gioco. Quando le cose stanno così è bene intervenire subito.

Controllo sanitario: La legge lo richiede espressamente per tutelare la salute del ragazzo anche per l'attività non agonistica. I genitori siano validi aiuto del medico che non va, in maniera alcuna, evitato, influenzato né contrastato nelle sue decisioni.

Le regole d'oro: Cinque ore di attività motoria alla settimana; più frutta e verdure e meno patatine, snack, merendine e mai più di 2 ore al giorno (intervallate) davanti a Tv o videogioco, dormire 10 ore al giorno.
Nicola Simonetti

06/10/01

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