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L'ennesimo atto ostile

ROMA, 6 maggio '04 - Il doppio attacco di oggi alla pattuglia dei Carabinieri della Msu è l'ennesimo atto ostile contro i militari italiani di stanza a Nassiriya negli ultimi tempi.
L'ultimo episodio in ordine di tempo si era verificato solo tre giorni fa, quando il generale Gian Marco Chiarini, comandante della Task Force italiana, era scampato ad un agguato a Suk al Shiyookh, una località a circa 20 chilometri da Nassiriya. Il generale era a piedi nel mercato della città, insieme alla sua scorta, quando da due veicoli erano scesi degli uomini armati che avevano cominciato a far fuoco. I militari italiani avevano risposto, riuscendo a mettersi in salvo.
Dopo la sanguinosa «battaglia dei ponti» del 6 aprile scorso, c'era stato un periodo di relativa tranquillità, ma a partire dal 21 aprile gli attacchi agli uomini di Antica Babilonia sono stati quasi quotidiani. Quel giorno, la sede della Cpa, l'Autorità provvisoria della coalizione, è stata presa di mira da tre colpi di mortaio. Nessun ferito, e tutti illesi pure i carabinieri della Msu che poco dopo sono caduti in un'imboscata.
Il 23 aprile, i militari italiani sono stati, invece, attaccati ad al Gharraf, dove erano in corso le elezioni municipali: un bersagliere di guardia ai seggi è rimasto lievemente ferito da una scheggia.
La notte del 24 aprile, secondo attacco alla Cpa a colpi di mortaio: feriti (uno piuttosto gravemente) due fucilieri di Marina del Reggimento San Marco.
Il 28 aprile terzo attacco contro il quartier generale del Governo provvisorio, una struttura da sempre nel mirino dei terroristi, anche perché si trova nel centro di Nassiriya: un razzo è finito fuori dal recinto, nessun danno.
Scontri tra bande rivali e attacchi alle forze di polizia locali sono altrettanto frequenti. La notte del 30 aprile, ad esempio, alcuni ordigni sono caduti presso la ex base Libeccio, un tempo occupata dai Carabinieri ed ora sede di una centrale operativa delle forze di sicurezza irachene, mentre nei giorni scorsi c'è stato uno scontro a fuoco tra locali in cui una giovane irachena di 18 anni è rimasta seriamente ferita. I familiari l'hanno trasportata all'ospedale da campo italiano, dove è stata operata.

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