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Pisanu: tra i lavoratori di Melfi tentano d'inserirsi gruppi eversivi

ROMA, 5 maggio 2004 - «Queste vicende lasciano intravedere un fenomeno che ho ripetutamente segnalato al Parlamento: e cioè l'attività di gruppi eversivi che tentano di inserirsi nei conflitti sociali e politici, col deliberato proposito di deviarli dal naturale alveo democratico e condurli verso esiti violenti». E «talvolta i provocatori hanno trovato spazi e compiacenze pericolose in taluni settori sindacali. Queste tendenze si sono accentuate dopo la firma del Patto per l'Italia con attentati a diverse sedi Cisl e Uil, con le dure contestazioni e le gravi minacce, poi improvvisamente cessate, a Savino Pezzotta».
Lo ha detto il ministro dell'Interno, Giuseppe Pisanu, durante il "question time" alla Camera, rispondendo ad una interrogazione di Antonio Leone (Forza Italia) sui blocchi allo stabilimento Fiat di Melfi da parte di operai che hanno quindi impedito - ha detto ancora Leone - ad altri operai di raggiungere regolarmente il proprio posto di lavoro in fabbrica. E Pisanu ha sostenuto che a questa vicenda in Basilicata vanno sommate quelle relative ad altre agitazioni: «Penso all'Alitalia e, prima ancora, agli scioperi degli autoferrotranviari, a quelli dei Cobas del latte e a diversi altri». Aggiungendo «penso che il Parlamento, prima di esaminare eventuali adeguamenti legislativi, debba riflettere sull'evoluzione della conflittualità sociale e politica nel nostro Paese. Troppe volte, in questi giorni, essa ha superato i limiti della legalità e dell'interesse generale».
Per il titolare del Viminale «si è trattato spesso di agitazioni dominate da minoranze iperattive col ricorso sistematico al blocco stradale, all'interruzione di pubblico servizio e all'intimidazione degli altri lavoratori.
Tutto ciò altera gravemente il quadro delle relazioni industriali, incide pesantemente sulla salute delle aziende, sui diritti degli utenti dei pubblici servizi e, da ultimo ma non certo per ultimo, sullo stato dell'ordine pubblico».
E a proposito di Melfi, Pisanu ha sottolineato che la polizia «è intervenuta dopo una settimana di blocco degli stabilimenti e solo quando è emersa con chiarezza la necessità di garantire ai lavoratori dissenzienti il diritto di entrare in fabbrica.
Peraltro, i blocchi rimossi in quell'occasione sono stati dichiarati illeciti dal Tribunale di Melfi». Pisanu ha aggiunto che «le regole sono dunque chiare, come chiari sono i valori in gioco: il diritto incomprimibile degli scioperanti a manifestare liberamente le loro opinioni e quello, altrettanto incomprimibile, degli altri lavoratori ad entrare liberamente in fabbrica» e il ministro ha detto che «a quelle regole mi atterrò in ogni analoga occasione, sicuro di poter sempre contare sulla professionalità e sull'equilibrio delle forze dell'ordine». Pisanu ha concluso che «tutti, proprio tutti, abbiamo il dovere di ricondurre il conflitto al rispetto del bene comune. Il tanto peggio non è meglio per nessuno: è peggio per tutti».

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