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L’arte multimediale per raccontare la memoria dell’acqua

L’arte multimediale per raccontare la memoria dell’acqua
di NICOLA MORISCO

La memoria dell’acqua raccontata attraverso l’arte e la multimedialità. È quanto accade nel progetto «I pozzi parlanti - Luoghi dell’Acqua e della Terra» che verrà presentato ad Acquaviva delle Fonti oggi, mercoledì 23 alle 18 nella Sala Colafemmina del Palazzo de Mari. Sarà Leonardo Sangiorgi, fondatore ed esponente storico di «Studio Azzurro», il noto gruppo di ricerca artistica milanese, a presentare l’opera che dà il via al progetto. «Ritengo sia un’idea forte ed efficace raccontare le tradizioni di una comunità utilizzando i linguaggi dell’arte tecnologica – commenta il direttore artistico Daniele Trevisi -. Con una forte densita e l’utilizzo di video, suoni, proiezioni, applicazioni per cellulari o tablet, permette un dialogo diretto e immediato con le nuove generazioni. Oggi l’evoluzione dei linguaggi, anche di quello del mondo dell’arte, passa anche attraverso quella tecnologia».

Realizzato con il contributo del Gal Seb, il Gruppo d’Azione Locale del Sud Est Barese, il Comune di Acquaviva ha deciso di riscoprire le tracce della civiltà materiale legata alla presenza dell’acqua nel sottosuolo, da cui deriva il suo toponimo, e di trasformarle in un percorso culturale e turistico. Acquaviva delle Fonti, infatti, deve il suo nome alla presenza di una vasta falda acquifera nel centro storico e in altre zone del suo territorio. L’abbondante disponibilità di acqua è intimamente legata alla sua storia e allo sviluppo di un’agricoltura florida e di qualità, che annovera eccellenze come la cipolla rossa e l’uva da primitivo, che devono proprio alla ricchezza idrica e minerale del terreno le loro caratteristiche organolettiche.

Per secoli, i pozzi di Acquaviva hanno abbeverato le popolazioni dei paesi limitrofi, garantendo l’approvvigionamento di comunità afflitte dall’aridità anche in aree lontane come il Gargano e la Basilicata. Un mondo fatto di macchine per la captazione dell’acqua dal sottosuolo, mestieri, arnesi, secchi e perfino pratiche magiche come la rabdomanzia, che si è avviato al declino all’inizio del ‘900 con la realizzazione dell’Acquedotto Pugliese. Da allora i pozzi e le ‘ngegne, come venivano chiamate nelle campagne le norie, sono andate lentamente in disuso. Ma è ancora viva, tra gli anziani, la memoria di quel passato che ci parla molto di un tema oggi molto attuale, il difficile rapporto dell’uomo con l’acqua, ancor oggi alla base di flagelli e conflitti sociali in diverse zone del Pianeta.

Il progetto prevede applicazioni per smartphone, percorsi di valorizzazione dei pozzi ancora visibili e uno spazio immersivo multimediale chiamato «Luoghi dell’Acqua e della Terra», nel quale i visitatori saranno invitati a un viaggio conoscitivo sul tema dell’acqua. Sarà inaugurata, inoltre, l’opera «Ve(de)re da pozzo», realizzata per l’occasione dal gruppo di ricerca artistico Studio Azzurro. Sarà inoltre possibile ammirare un assaggio delle proiezioni di videomapping sull’ex farmacia di piazza dei Martiri, in fase di ristrutturazione e per l’occasione parzialmente aperta al traffico pedonale.
All’incontro inaugurale saranno presenti Davide Carlucci, sindaco di Acquaviva delle Fonti, Presidente Cuore della Puglia, Austacio Busto, vice sindaco - assessore ai Beni Culturali e ai Lavori Pubblici, Pasquale Re David, presidente del Gal Sud Est Barese, Arcangelo Cirone, direttore del Gal Sud Est Barese, Alfonso Pisicchio, presidente della Commissione Cultura della Regione Puglia, Cosimo Lacirignola, segretario generale Ciheam - Istituto Agronomico di Bari, Leonardo Sangiorgi, fondatore di Studio Azzurro Produzioni - Gruppo di ricerca artistica, Raffaella Pulejo, storica dell’arte docente all’Accademia di Belle Arti di Brera Milano, il direttore dei lavori Mauro Guaricci, il direttore scientifico Franco Chiarulli, il direttore artistico Daniele Trevisi e Franco Saturno, consigliere d’amministrazione del Gal Seb.

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