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Vaste diventa un museo a cielo aperto

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di SALVATORE CIRIOLO

Sarà inaugurato questo pomeriggio il “Sistema museale di Vaste e Poggiardo”, un complesso culturale comprendente le numerose testimonianze storico-archeologiche di un territorio che da qualche decennio è ritenuto tra i più interessanti della regione e, pertanto, meta turistica specie nel periodo estivo. Un complesso culturale le cui radici vanno ricercate alla fine degli anni ‘70, quando l’ingegnere Gianni Carluccio, studioso leccese di origini orgogliosamente vastesi, invitò l’archeologo Francesco D’Andria a visitare l’area dei “Santi Stefani” di Vaste, per fornire un suo parere circa la scoperta di un antico capitello. Una volta sul luogo, il professore D’Andria intuì l’importanza del luogo sotto il profilo archeologico, tanto da promuovere una serie di fortunate indagini, con risvolti positivi anche sui flussi turistici della zona che raggiunsero l’apice nella seconda metà degli anni ‘90 e che oggi si intende rilanciare.

L’appuntamento odierno, dunque, è alle ore 16 al Palazzo della cultura di Poggiardo, dove sarà presentato il “sistema” e verranno illustrati i suoi contenuti. Si tratta della messa a regime del notevole patrimonio culturale, resa possibile grazie alla sinergia avviata dal comune di Poggiardo, guidato dal sindaco Giuseppe Colafati, con l’Università del Salento e le Sovrintendenze ai Beni archeologici e ai Beni architettonici ed al cospicuo finanziamento concesso dalla Regione Puglia. Un progetto, peraltro, destinato ad intersecarsi con la programmazione sovra comunale del Sac “Serre Salentine”, formato da sedici comuni.

I siti che costituiscono questo circuito propongono, infatti, senza soluzione di continuità, le tappe della storia del Salento. L’offerta culturale è rappresentata dal Parco dei guerrieri, costituito da alcune decine di ettari di terreno su cui si estendeva l’antico insediamento della città messapica di Baxta, l’attuale Vaste. Vi è poi il “portale del parco”, una struttura che ospita la copia delle cariatidi di Vaste. Di rilievo è anche il “complesso paleocristiano di fondo Giuliano”, dove sono visibili i resti del Martyrium e dell’annessa necropoli, così come la “chiesa rupestre dei Santi Stefani”, ricca di affreschi realizzati sin dal X secolo e la “cripta di Santa Maria degli Angeli” che con il “museo degli affreschi” di Poggiardo, consente di ammirare le numerose decorazioni pittoriche risalenti al XII secolo.
Visitabile, inoltre, è anche l’arboreto didattico che rappresenta un’area naturalistico-ambientale ricavata all’interno del sistema museale. A completare il quadro è, infine, il Palazzo baronale di Vaste, sede del museo archeologico che, sempre nel pomeriggio di oggi, alle ore 18, verrà inaugurato dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Il museo ripercorre ed amplia l’offerta fornita negli scorsi anni dalla mostra archeologica “Dalle terre di Vaste: storia di Messapi, Romani e Bizantini”, grazie alla presenza di oltre mille reperti archeologici, di cui quattrocento mai esposti e che ora trovano ospitalità nel piano superiore del palazzo.

Tra i nuovi reperti vi è anche la testina femminile in pietra, forse raffigurante la dea Persefone, rinvenuta in piazza Dante nel 1999, all’interno di un luogo di culto messapico. Tra le novità vi sarà anche, a pian terreno del palazzo, l’apertura del Caffè del Museo. «Un servizio – sostiene il sindaco Colafati – destinato anche ai giovani del nostro territorio, progettato proprio per incuriosire gli osservatori e portarli ad approfondire la storia locale».

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