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Bari, il portiere Frattali rinnova fino al 2023

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«Salviamo Villa Larocca» la vende l'Università di Bari

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di LIA MINTRONE

Le bellezze di Bari che in pochi conoscono e che l’Università cerca di togliersi dal groppone. Vendesi Villa Larocca a 1 milione e 300mila euro. Questo il prezzo stabilito dall’Università di Bari proprietaria dal 1968 dello splendido immobile di fine Ottocento. Ai viandanti di via Celso Ulpiani, traversa di via Amendola, non sarà sfuggita una grande cancellata nera che circonda l’ex villa Maria e l’annesso parco di quasi un ettaro. Entrarci è come immergersi in un quadro impressionista. Alberi secolari, fontane monumentali, piante officinali, il giardino delle rose con 350 specie, la maestosa voliera ampliata nel tempo, una parete frangivento ad arcate coperta da rampicanti, l’agrumeto, una balconata immersa nel parco dove è facile immaginare che gli antichi proprietari leggessero, organizzassero feste e concerti e respirassero quell’aria salubre tipica di queste ville extra cinta muraria cittadina.

Oggi, villa Larocca, è sede dell’Accademia Pugliese delle Scienze, dell’Accademia dei Georgofili sezione sud est, della CUM, Comunità Università del Mediterraneo e di tre Consorzi dell’Università di Bari. Ad accoglierci il prof. Eugenio Scandale, presidente dell’Accademia Pugliese delle Scienze fondata nel 1925 e che il prossimo 10 dicembre si appresta a compiere 90 anni. Recentemente, il Cda dell’Università, ha deciso di mettere in vendita l’immobile nonostante il rettore, Antonio Felice Uricchio, abbia sempre definito sia l’Accademia delle Scienze che Villa Larocca veri fiori all’occhiello dell’Università. Ma i costi per mantenere una proprietà del genere sono ingenti, guardando gli esterni è innegabile che ci sia bisogno di un intervento di ristrutturazione.

Ma il prof. Scandale fa gli scongiuri e non nasconde, sorridendo, che si auguri che non ci sia alcun compratore.
«Questa villa è patrimonio dell’Università di Bari e merita di essere condiviso e utilizzato dalla cittadinanza - commenta non senza una punta di malinconia - Perché non far conoscere alla città questa meraviglia o aprirla alle scolaresche? Abbiamo già avuto sinergie con il Conservatorio Niccolò Piccini e con l’Accademia di Belle Arti organizzando con successo concerti e laboratori di fotografia e pittura. Potremmo svolgere un ruolo di referente istituzionale per la Regione ed accedere a dei finanziamenti così come accade già in Toscana e in Emilia Romagna».

Insomma, i progetti e le strategie potrebbero essere tanti per scongiurare la vendita. D’altronde, le altre quattro Università pugliesi, hanno deciso di sostenere anche economicamente l’Accademia Pugliese delle Scienze non lasciando l’onere esclusivamente all’Università di Bari. Il CURC, infatti, ha deliberato di sostenere l’Accademia pro quota rispetto alla grandezza delle singole università pugliesi riconoscendo a Bari il 50%, all’Università del Salento il 20%, al Politecnico il 15 % e all’Università di Foggia l’altro 15 %.
Foggia e il Politecnico hanno già deliberato favorevolmente. Mancano all’appello Bari e il Salento. «Ritengo che sia difficile, di questi tempi, trovare un privato disposto ad acquistare questa villa - sostiene Scandale - E francamente pensare che possa essere trasformata in una sala per matrimoni lo trovo inammissibile, bastano quelle che già ci sono. Sarebbe più giusto che alla villa possano interessarsi la Regione e il Comune di Bari, nulla toglie che possano chiedercela per congressi, convegni o eventi. Questo è un bene pubblico e deve restare tale. Anche la Fondazione Petruzzelli potrebbe usarla per eventi estivi. Prima di vendere, pensiamo a come possiamo valorizzarla restituendola alla città. Di qui il mio appello alla Regione e all’A re a Metropolitana. Confermiamo l’obiettivo che i fondatori dell’Accademia le avevano dato, una istituzione senza fini di lucro che ha per scopo l’incremento delle scienze fisiche e morali della Puglia».
In vendita anche Villa Sbisà, confinante con Villa Larocca e sempre di proprietà dell’Università di Bari. Prezzo 1milione 600mila euro.

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