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Il Gran Vaso torna a Polignano dopo due secoli

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PATRIZIA GRANDE
A distanza di oltre due secoli torna a Polignano a Mare, a partire da oggi, nel Palazzo San Giuseppe, il Gran Vaso Loutrophoros, l’unico rimasto a Napoli dei quattro rinvenuti dal vescovo Mattia Santoro nel suo orto, con ogni probabilità nei pressi delle antiche mura di Polignano. Correva l’anno 1785 e, in quei luoghi, monsignor Santoro trovò un enorme sepolcro integro, definito da sir William Hamilton Grand Mausolée, al cui interno vi erano, oltre allo scheletro di un guerriero, l’elmo, i resti di un’armatura, un grande candelabro e oltre 64 tra vasi e oggetti antichi.

In particolare quattro vasi bellissimi alti oltre un metro che il vescovo donò a Re Ferdinando IV. Il Loutrophoros, per gentile concessione del Museo di Napoli, torna a Polignano per una mostra dal titolo «La scoperta di monsignor Santoro dal Mito alla realtà» che, con il patrocinio e il sostegno dell’amministrazione comunale e di alcuni sponsor privati, è stata ideata e organizzata da Giuseppe Maiellaro che, nel suo libro L’Assemblea Divina (2015) ne ha ricostruito il percorso. Il vaso, splendido reperto a figure rosse del IV secolo a.C., verrà presentato in una cornice particolare insieme alle immagini degli altri grandi tre vasi, riprodotti a dimensione naturale, con didascalie esplicative della scoperta ed estratti di documenti tratti dal libro.

Nell’ambito della mostra sono previste tre conferenze di studio e di approfondimento. Si comincerà venerdì 4 dicembre alle ore 18 con la dott.ssa Angela Ciancio (direttrice del Museo Archeologico e Parco di Egnazia) che tratterà il tema «La Peucezia tra il VI ed il IV secolo a.C.». Venerdi 18 dicembre, Claude Pouzadoux (direttrice del Centro Jean Bérard di Napoli), tratterà delle «Tombe monumentali e Grandi Vasi Apuli». Domenica 3 gennaio 2016, infine, Maria Emilia Masci (archeologa, studiosa ed esperta in ceramografia antica) illustrerà la «Nascita delle collezioni di vasi antichi nel ‘700».

«La nostra cittadina – dichiara Giuseppe Maiellaro – possiede una delle collezioni di Vasi Antichi più belle nel loro genere, non solo per le dimensioni, ma anche per la fattura e l’integrità dei reperti stessi. Nel corso dei secoli nessuno di questi preziosi Vasi è rimasto a Polignano in quanto essi sono oggi divisi tra Napoli, Parigi, Francoforte, Londra, New York, Los Angeles e nelle collezioni private in tutto il mondo. Questa mostra vuole essere il primo passo verso la conoscenza, la ricostruzione e la riunione, non solo ideale, ma concreta e tangibile di questo nostro grande patrimonio, affinché venga annullata ogni distanza tra il nostro mondo attuale, le future generazioni e le nostre grandiose origini che ci richiamano a più elevati destini». «Siamo soddisfatti di questo traguardo – commenta Marilena Abbatepaolo, assessore alla cultura e ai beni archeologici di Polignano a Mare - che si è raggiunto grazie alla dedizione e all’entusiasmo di tutti. Fin dall’inizio del nostro incarico abbiamo fortemente sostenuto la riscoperta dei nostri beni archeologici tanto da giungere quest’anno a una nuova campagna di scavi in sito Santa Barbara. Il nostro progetto è di vedere realizzato un parco archeologico e poi un museo con annessi i laboratori per la ricerca e il restauro. Questa mostra costituisce un passo importante verso il raggiungimento di questo obiettivo. Ci crediamo fermamente perché Polignano, oltre a straordinarie bellezze paesaggistiche e naturali, può vantare anche un patrimonio archeologico importante e fino a pochi anni fa completamente dimenticato. Invece esso fa parte della nostra storia e proprio per questo del nostro futuro perché il futuro è il risultato di ciò che si è stati».

La mostra (ingresso libero, visite guidate su prenotazione) rimarrà aperta fino al 20 gennaio, il martedì e il venerdì dalle 17 alle 21, il sabato e la domenica dalle 11 alle 13 e dalle 17 alle 21.

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